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Trentalange: «Il Var è stata una grandissima scoperta, non si torna indietro»

Roberta Lai

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Il Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange esprime il suo parere sull’uso del VAR in Italia. «Siamo in linea»

Il Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange, nel corso della trasmissione Dribbling, ha espresso il suo parere per quanto riguarda l’uso del Var in Italia. In Serie A si ricorre maggiormente alla tecnologia rispetto all’estero? Ecco le sue parole.

IN LINEA – «È un po’ un luogo comune, almeno quest’anno. Forse l’anno scorso qualcosa di diverso c’è stato, oggi siamo più in asse con un sistema come quello della UEFA e della FIFA, anche se la UEFA è il nostro riferimento diretto perché le nostre squadre giocano questi tornei. È importante andare a regime per non fare danni. Attualmente siamo in linea, forse in Inghilterra c’è qualche differenza».

NON SI TORNA INDIETRO – «Il VAR è stata una grandissima scoperta, non si torna indietro: l’arbitro, quando è in campo, è convinto di non sbagliare. Se chiedete a un arbitro durante la partita, lui è convinto di non sbagliare. Poi davanti alla TV vede delle cose che probabilmente lui non aveva visto, perché servirebbe una telecamera sulla testa ed è umano, e la VAR gli cambia la vita. Il primo a stare male, se ha deciso il risultato di una partita con una decisione, è l’arbitro. Lui è lì per compiere un gesto di giustizia e dare a tutti la possibilità di giocarsela alla pari. Se fischia correttamente, è un gesto di pace».

VAR AIUTO FONDAMENTALE – «È un valore universale, di tipo culturale: l’arbitro non lo immaginiamo come strumento di pace, ma come luogo comune che ci viene a rovinare la domenica. Il VAR è di aiuto a cambiare questa prospettiva»

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