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Editoriale

Toro-Juve, l’imprevedibile derby delle ritrovate consapevolezze

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Sarà un sabato molto speciale in Serie A che avrà nel suo menù il sentitissimo derby della Mole Toro-Juve tra due squadre in crescita

Senza esagerare con la retorica, Toro-Juve non è mai una partita come tutte le altre. Al di là della naturale rivalità cittadina, la storia delle due società e delle due tifoserie è quanto mai agli antipodi. Non solo calcisticamente, ma anche e soprattutto filosoficamente.

D’altronde c’è un trascorso ultracentenario a tramandare forte e chiaro il messaggio di una città spaccata a metà come una mela di Platone (ma che mai si riunirà). Una città che si ritrova oggi insospettabilmente alla stessa altezza di classifica e con ritrovate consapevolezze dall’una e dall’altra parte

Ha “cambiato la dimensione del Torino, parole di Marco Sesia ai nostri microfoni. La definizione calza a pennello su Ivan Juric, il quale già in poche settimane di granata ci sta ancora dimostrando quanto sia bravo e quasi unico nell’assegnare identità precisa alle proprie creature.

Superate le prime difficoltà, il tecnico di Spalato ha infatti saputo plasmare una squadra nelle ultime stagioni senza arte né parte trasformandola in un collettivo aggressivo e organizzato. Spezzare il lungo digiuno di successi nei derby mai come ora sembra alla portata. Anche senza capitan Belotti, finalmente non più l’unica e ultima ancora di salvezza.

Sull’altra riva del Po, metaforicamente parlando, però la fiducia non è da meno, malgrado il travagliato percorso iniziale. La luce in fondo al tunnel si vede ora ben chiara nelle prospettive di Chiellini e compagni e la vittoria in versione Allegri “old style” contro il Chelsea la più importante delle certificazioni di qualità rinvenuta.

Insomma, la Juventus è tornata a far paura e le assenze di Morata e Dybala non spaventano. Perché con un Chiesa così nulla può intimorire i bianconeri, costretti però ai tre punti obbligatori o quasi dopo le nefandezze delle prime giornate. Il treno Scudetto corre veloce, l’imprevedibilità di un derby mai così equilibrato uno snodo tremendamente pericoloso.