Simeone: «Sarebbe bello farmi allenare da mio padre»

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© foto 16-02-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Cagliari vs Napoli. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Simeone

L’attaccante del Cagliari Giovanni Simeone ha parlato in Argentina a TNT Sport, tra il suo passato al River e non solo

«Aspettiamo che Giuliano cresca e poi sarebbe bello fare una partita tutti insieme allenati da mio padre». È il sogno «da playstation» di Giovanni Simeone, in riferimento alla possibilità di giocare insieme ai due fratelli Giuliano (classe 2002, al momento nelle giovanili dell’Atletico Madrid) e Gianluca (classe 1998 in forza al Sant Rafel) e con suo papà Diego Pablo – attuale tecnico dell’Atletico Madrid – in panchina. «Per un padre dev’essere molto complicato allenare un figlio, figuratevi tre nella stessa squadra, ma per me sarebbe bello. Magari un giorno…», dice l’attaccante del Cagliari ai microfoni argentini di TNT Sports.

RIPRESA CAMPIONATO – «I dirigenti sono quelli che vogliono riprendere il campionato. Tutti siamo d’accordo, ma la cosa più importante ora è la salute», dice Simeone. «All’inizio avevamo tutti paura. Sono preoccupato nel sapere che ogni giorno si discute se giocare o no. Mi alleno a casa tutti i giorni, ma non è lo stesso».

GIOCARE IN EUROPA «Ho sempre sognato di giocare in Europa – prosegue l’attaccante del Cagliari Sento di essermelo guadagnato. La più grande differenza con il calcio sudamericano è a livello tattico. Avere il mio cognome è un peso in alcuni casi, ti guardano in modo diverso. Gli ostacoli sono la pressione e i momenti negativi».

RIVER – Inevitabili le domande sul suo passato al River Plate: «Ritornare sarebbe una cosa incredibile. Quando giocavo al River ero molto giovane e non trovavo molto spazio». Simeone però giocò però da titolare la semifinale d’andata di Copa Sudamericana contro i rivali di sempre del Boca Juniors: «Quando mi dissero che dovevo partire dal 1′ contro il Boca alla Bombonera non ho dormito per due notti. Non me l’aspettavo. Sapevo che dovevo dare tutto ciò che avevo».