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Editoriale

Serie A: le spine della Juve, Roma e Napoli si presentano bene

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La domenica di Serie A ha regalato la prima sorpresa della stagione con il pareggio in cui è incappata la Juve

A steccare nella giornata d’esordio della Serie A è proprio chi non ti aspetti, ovvero la grande favorita alla conquista dello Scudetto. La Juve lascia a Udine due punti preziosi ma ancor di più lascia una sensazione di incompiutezza.

Ma è tutto sommato piuttosto logico considerando il percorso accidentato del recente passato, impensabile che bastasse il solo ritorno di Max Allegri in pochissime settimane per riprodurre la corazzata che fu.

Che poi in realtà i segnali positivi ci sono eccome, a partire da un Dybalatornato fuoriclasse e da un primo tempo di sostanza e netta superiorità. Poi, però, un evidente calo di ritmo e la serata da incubo di Szczesny hanno rimesso in partita la coriacea Udinese di Gotti.

Le lacune a livello di mentalità si aggiungono alla più enorme e fastidiosa di tutte le spine: Cristiano Ronaldo. Panchinato per scelta tecnica (condivisa? Mah…), flebilmente incedibile nelle parole di allenatore e società, ma ancora un reale punto interrogativo a una settimana dalla fine del calciomercato.

Ingiustificabile che un club storicamente sinonimo di programmazione come la Juventus arrivi a così pochi giorni da settembre nell’incertezza e nell’inquietudine. Oltretutto al culmine di un’estate da separati in casa o giù di lì.

In attesa del Milan, dunque, tra le “Sette Sorelle” hanno steccato solo i bianconeri. La presentazione al campionato di Roma e Napoli è stata infatti all’altezza delle aspettative.

I giallorossi hanno scoperto l’uragano Abraham che, pur senza marchiare il tabellino, è stato determinante con la sua prepotenza nell’attaccare la profondità e nell’assistere i compagni. Certo, la Fiorentina non ha demeritato e i gli episodi sfavorevoli hanno sentenziato la Viola ben più della prestazione, ma Mourinho può essere soddisfatto del suo secondo approccio all’Italia.

Sensazioni simili anche per un altro rientrante di lusso, ovvero quel Luciano Spalletti che ha visto il Napoli imporsi con la qualità del suo calcio e dei suoi giocatori, malgrado oltretutto la lunga inferiorità numerica causata dalla sciocchezza di Osimhen. E con la nota lietissima di un ritrovato Lorenzo Insigne. Adesso manca soltanto il sospiratissimo rinnovo di contratto per mettere un altro tassello, soprattutto in termini di armonia e serenità, e inserirsi a pieno titolo nella corsa allo Scudetto.