SALA STAMPA – Rastelli: «Cagliari bello e concreto, ci stiamo avvicinando alla matematica»

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Dopo un momento nero, Massimo Rastelli non può che essere soddisfatto del 6-0 sul Brescia. Il tecnico rossoblù ha parlato a fine partita nella sala stampa del Sant’Elia: «È stato un Cagliari bello, concreto perché alla prima occasione ha fatto gol. Ha giocato a calcio, ha messo intensità e determinazione, ha fatto un buon pressing per una buona mezz’ora nonostante il gran caldo a dimostrazione di quanto la testa fa la differenza. Volevamo questa vittoria per tanti motivi. Oggi abbiamo dimostrato di essere tornati. Anche nelle due scorse partite abbiamo giocato bene e non meritavamo di perdere. Oggi abbiamo capitalizzato grandi occasioni, potevamo fare anche 10 gol. Ci stiamo avvicinando alla Serie A, ora sappiamo che il Bari più di 78 non può fare e siamo a 8 punti dalla promozione. Le scelte di oggi erano dettate dalla voglia di vincere oggi, la partita di Como era l’ultimo dei miei pensieri. Ho messo la squadra più solida, naturalmente ho preso un rischio nel far giocare sia Capuano che Ceppitelli, ma ho chiesto di stringere i denti perché la loro esperienza sarebbe stata fondamentale e le scelte hanno ripagato. Quando una squadra che ha abituato bene i suoi tifosi si inceppa ha bisogno di ritrovare l’unità di intenti che il grande vantaggio ha fatto perdere. C’è stata grande consapevolezza nel gruppo, ho cercato di toccare le corde giuste e ho fatto capire loro che non siamo diventati gli scemi del villaggio, siamo il Cagliari e dovevamo ritrovare noi stessi. Non abbiamo fatto nessuna tabella, nel calcio non esistono tabelle, io mi affido alla matematica e ad oggi dobbiamo fare ancora 8 punti. Fa piacere aver vinto così, fa piacere che gli attaccanti abbiano segnato, perché bisognava ritrovare la fiducia e se avessimo fatto un gol in più sarei stato ancora più contento. Abbiamo fatto una settimana come tante altre, consapevole del momento e delle critiche. Non c’era miglior modo per dimostrare che quello che si è detto prima valeva poco o nulla. Questo gruppo ha fatto cose ottime e non voglio che questo risultato ci faccia accontentare, deve fare da apripista ad un grande finale. Non ho pensato alla gara di Como, ero concentrato sulla partita, volevo che segnassimo ancora e soprattutto che non ne prendessimo. Ora valuterò chi giocherà sulla trequarti viste le indisponibilità di Farias e Joao Pedro. A Como sarà una trasferta piena di insidie, dove avremo tutto da perdere. Il futuro? Non ho niente da rispondere, io dal 12 luglio ho il solo obiettivo di riportare il Cagliari in Serie A. Dopo possiamo fare tutti i ragionamenti del mondo. Il gioco? Io credo che questa squadra ce l’abbia, giochi bene a calcio perché non dovete dimenticare che noi giochiamo sempre per vincere. Questo significa avere una pressione che nessuno ha, significa affrontare squadre che si chiudono nella propria trequarti per undici undicesimi. Significa che devi trovare attraverso gli schemi, le giocate, quei movimenti che ti permettono di andare a fare male. Abbiamo caratteristiche fisiche diverse dalle altre squadre. Noi tranne Farias e Sau non abbiamo nessuno abile nell’uno contro in grado di creare superiorità. Tutta la superiorità la creiamo attraverso i movimenti senza palla. Se noi facessimo un decimo di quello che proviamo in allenamento sarei contento. A me interessa vincere, non giocare bene, quello che conta sono sempre i tre punti. Quando l’anno prossimo il Cagliari andrà a San Siro, andrà allo Juventus Stadium o a Roma, i tifosi si dimenticheranno delle partite che abbiamo fatto un po’ più bruttine. Noi abbiamo bisogno di sentire anche la voce dei nostri tifosi perché ci danno un ulteriore stimolo. Aver visto gran parte della curva davanti ai cancelli ad incitarci e lo striscione prima della partita ci ha dato quel qualcosa in più».

 

Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato al Sant’Elia Sergio Cadeddu.

 

 

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