Riva e l’incontro con Cellino: “Volevo incontrarlo per dargli la mia solidarietà”

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Come rivelato in esclusiva da CagliariNews24 nella serata di ieri, il presidente del Cagliari Massimo Cellino ha ricevuto in carcere la visita di Gigi Riva, simbolo della squadra rossoblu, tra i protagonisti assoluti della vittoria dello scudetto, finora l’unico della squadra rossoblu, conquistato nel 1969/70. Intervistato poi da L’Unione Sarda, lo storico numero 11 entrato nel cuore di tutti i sardi del passato, ma anche del presente, ha spiegato, riguardo riguardo allo scalpore che ha destato la notizia in seguito ai dissapori legati all’addio della società isolana allo stadio Sant’Elia, sempre difeso a spada tratta dal capocannoniere della nazionale italiana: “Chi dice questo non conosce il rapporto che c’è tra me e Massimo. Noi abbiamo avuto contrasti esclusivamente sulla questione Sant’Elia, per il resto siamo sempre andati d’accordo. Ognuno rispettoso del ruolo dell’altro“. La visita al carcere di Buoncammino è avvenuta in compagnia del deputato del Pdl Mauro Pili: “Ho chiesto ad un deputato di farmi entrare con lui “assumendomi” come collaboratore per un giorno. Lui può entrare, per via del suo ruolo, per compiere visite ispettive. Volevo fortemente vedere Massimo e sono contento di averlo fatto, di avergli dato la mia solidarietà umana. Gli ho fatto chiedere se gli avrebbe fatto piacere vedermi e, ricevuto il suo assenso ho deciso di andare“.

Tra i due poi è iniziata la chiaccherata, che ha toccato vari aspetti: “Non certo dell’inchiesta. Sono state due ore fitte di confidenze sull’universo-calcio e non solo. Abbiamo sempre avuto buoni rapporti del resto. Siamo stati divisi dall’ipotesi di abbattere il Sant’Elia, ma questo non ha intaccato il nostro affetto. Mi ha anche bonariamente rimproverato perché non sono mai andato alle sue feste musicali di Asseminello, alle quali mi invita regolarmente“. Alla domanda di Anthony Muroni riguardo al fatto se si fosse commosso o meno nel corso dell’incontro, Riva ha ammesso: “Io certamente sì, quando l’ho abbracciato gliel’ho fatto sentire. Ma sono stato davvero bene. Lui era su di giri, come sempre.Combattivo ma lucido, anche se mi ha detto che quando tutto questo sarà finito non vorrà più vedere un avvocato“. Laconico il commento sulle impresioni avute dalla cella dove  è rinchiuso Cellino: “Una tristezza infinita. Non trovo parole“.

Il discorso si è poi concentrato su discorsi più legati al calcio giocato, con una riflessione sulla questione lagata all’“Is Arenas”: “Certamente sì. L’ho consolato, anche se non ce n’era bisogno, e gli ho ribadito che quest’anno abbiamo un’ottima squadra. Senza le certezze iniziali, legate soprattutto allo stadio, saremmo ancora più su. Ma sono certo che il finale di stagione sarà ottimo“. Il Cagliari ultimamente ha messo in mostra diversi talenti sardi: “L’ho detto anche a Massimo: mi pare una cosa molto bella, che può contribuire a far stringere ancora di più i tifosi attorno alla squadra. E poi, anche fisicamente, i sardi non hanno più nulla da invidiare a nessuno. Mica come ai miei tempi,quando io sembravo un gigante. Sau può puntare anche alla nazionale“.

Infine il saluto: “È calato un velo di tristezza, perché noi andavamo via e lui restava là. Ma ci siamo dati appuntamento fuori da quel posto. Io lo aspetto, il prima possibile“.

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