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Ex Rossoblù

Rastelli: «Dispiaciuto per la retrocessione. Vi spiego come si vince la Serie B ma serve progetto chiaro»

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L’ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli ha parlato del suo passato rossoblù che ancora sente parte di lui

L’ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli ha parlato del suo passato rossoblù che gli è rimasto nel cuore ai microfoni de La Nuova Sardegna: ecco le parole del tecnico campano.

RETROCESSIONE «Sono dispiaciuto. Ho rivisitato con la memoria il film della nostra cavalcata vincente di qualche anno fa e quanto sia difficile vincere un campionato stressante come la B»

MOTIVAZIONI«Credo nessuno potesse prevedere una stagione così povera di risultati. Con quell’organico salvarsi era un obbligo. Il girone di andata è stato molto negativo. L’unico periodo nel quale la squadra ha espresso il suo vero potenziale è stato tra gennaio e febbraio. Quello che è successo dopo è incomprensibile. Forse è stato pagato lo sforzo per la lunga rincorsa. Non vincere a Venezia è stato il finale di un anno davvero orribile. Quando un organico non rende al massimo delle sue potenzialità, vuol dire che all’interno ci sono delle problematiche. Quali? Dall’esterno è proprio impossibile dirlo. Ho vissuto la stessa situazione otto anni fa, quando sono stato scelto per riportare il Cagliari in A. Degli errori si fa tesoro. Bisogna ripartire con entusiasmo, creare un progetto chiaro. Il segreto sta nel capire su quali uomini puntare. Sicuramente su quelli che hanno il fuoco dentro e restano volentieri. Con me è successo così. Chi è scontento finisce col minare il lavoro dell’allenatore e dei compagni».

TIFOSI«La preoccupazione è comprensibile. In questi ultimi anni hanno sentito parlare di ambizioni ma poi sono arrivate salvezze sofferte. Questo incide sul loro umore. Capiscono e sanno che questa retrocessione è dolorosa. E sanno che la serie B è durissima con almeno 8-9 squadre che punteranno alla promozione diretta. Sta alla società presentare un progetto chiaro»

VINCERE LA SERIE B«Serve unità d’intenti e rispetto dei ruoli. Tutti devono lavorare in piena autonomia e il confronto deve essere leale, schietto. Quando c’ero io è stato così. Se mancano questi presupposti i risultati non arrivano. Il segreto per vincere? La ferma volontà della società tutta, di riportare il Cagliari in serie A. C’era una motivazione enorme. Io ho alimentato questo fuoco ogni giorno»

ALLENATORE E RITORNO«Non c’è una ricetta precisa. Contano altri valori, soprattutto le motivazioni. L’importante è poter lavorare in autonomia. Attaccato alla Sardegna? Non c’è dubbio. Quando vengo a Cagliari provo una sensazione di benessere. Il cordone ombelicale non l’ho mai mai tagliato e negli anni il legame si è rafforzato. Se Giulini mi chiama do totale disposizione al ritorno»

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