Rafael: «Stiamo lavorando per fermare Belotti. Siamo un altro Cagliari»

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Il portiere brasiliano Rafael ha commentato la sua stagione e messo nel mirino la gara di domenica contro il Torino nell’intervista al Corriere dello Sport

Il lavoro duro paga. L’ha dimostrato Rafael de Andrade Bittencourt Pinheiro, il portiere del Cagliari che, per due volte, si è preso il posto da titolare tra i pali rossoblù, prima ai danni di Storari e poi rimpiazzando l’incerto connazionale Gabriel. Domenica contro il Torino ci sarà ancora lui tra i pali, dopo l’ottima prestazione di Palermo. La maglia però non sarà la solita, ma la replica di quella gloriosa dello scudetto del 1969/70 per celebrare il quarantasettesimo anniversario dell’evento: «Sappiamo cosa rappresenta – ammette Rafael nell’intervista concessa al Corriere dello Sport – non solo per i tifosi del Cagliari ma anche per tutti i sardi. Dal vivo poi è di una grandissima bellezza e mi auguro che siano davvero tanti i nostri sostenitori che saranno presenti sugli spalti per darci una mano in una sfida delicata».

BELOTTI – «Stiamo lavorando di squadra per evitare che gli arrivino rifornimenti puliti – prosegue il brasiliano in vista della gara di domenica – perché lui, sia di piede che di testa, sa essere letale. Come all’andata, ma in quell’occasione non riuscimmo ad esprimere il nostro gioco. Da lì abbiamo lavorato parecchio per migliorare e ora credo sia un altro Cagliari che vuole fare del suo meglio per chiudere il più in alto possibile».

LA SUA STAGIONE – «Sono contento – afferma Rafael Ho cercato di dare il mio contributo sin dal primo giorno qui e di farmi trovare pronto in ogni eventuale chiamata. Le occasioni ci sono state e dopo la sosta natalizia ho avuto la maglia da titolare che mi ha reso felice per la fiducia che sento intorno a me. Come dare sicurezza alla difesa? Credo che ci voglia grande comunicazione, sia in campo che in settimana durante gli allenamenti. La linea deve parlare nel modo giusto perché fai meno fatica a livello tattico. Se riesci a leggere bene le situazioni e i difensori agiscono insieme, eviti le azioni pericolose degli avversari. Poi ognuno ci mette del suo e quel che dico ai ragazzi è “Se siamo in Serie A, vuol dire che le qualità le abbiamo, quindi sfruttiamole al massimo e facciamo meno errori possibile”».

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