Pulga: «Cagliari vicino all’obiettivo, la società ha lavorato bene»

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La sfida del Sant’Elia contro il Livorno, in programma sabato alle 15, potrebbe essere decisiva per la promozione in Serie A: un successo, nel peggiore dei casi, porterebbe i rossoblù ad un solo punto dalla certezza aritmetica di riabbracciare ad una sola stagione di distanza la massima serie. La squadra di Rastelli, dopo aver chiuso il girone d’andata in testa alla classifica, ha rallentato la sua corsa nel girone di ritorno, ma secondo Ivo Pulga la stagione dei sardi è da elogiare. L’ex tecnico rossoblù è intervenuto durante “Tempi Supplementari”, trasmissione andata in onda pochi minuti fa su Radio Golfo degli Angeli.

 

Queste le parole del tecnico: «Il Cagliari sta facendo un’annata positiva, l’obiettivo principale è quello di arrivare in Serie A e non penso ci siano problemi. Poi si sa che ultimamente non è in grande salute, ma comunque sta raggiungendo l’obiettivo primario. La pressione non ha reso le cose più difficili: fino a poco tempo fa il Cagliari aveva un grosso distacco sulla terza. Si pretende sempre di più, bel gioco e gol a grappoli, purtroppo questo non sempre è possibile. L’obiettivo era la promozione e penso ci siano riusciti, c’è da fare un grande plauso alla società che è riuscita subito a riportare il Cagliari nella massima serie anche se manca solo la matematica. Il difficile verrà il prossimo anno: la Serie A è un altro campionato. Cagliari è una piazza eccezionale, con tifosi eccezionali e palato fino perché ha visto tante volte la A e vinto uno scudetto: è una piazza che pretende, giustamente, di vedere bel calcio. Non è sempre possibile, anche nell’ultima gara Rastelli ha badato più al sodo e penso abbia fatto bene. Io guardo l’esempio del Carpi, che con la promozione ha cambiato l’ossatura della squadra salvo poi riprendere la fisionomia che aveva in Serie B e solo allora si è avviato verso una salvezza che sarebbe miracolosa. Penso che sia importantissimo confermare l’ossatura della stagione passata e mettere dentro tre giocatori mirati: quando si cambia un gruppo unito diventa difficile crearne un altro in poco tempo, il gruppo va confermato. Giocatori di Serie B che mi piacciono? Del Cagliari Melchiorri: è un giocatore che mi piaceva già lo scorso anno al Pescara, i rossoblù sentono la sua mancanza. Per quanto riguarda gli altri club mi piacciono Sensi del Cesena e Ricci del Crotone, ma penso che ce ne siano tanti che potrebbero far bene anche in A. Ranieri? Sono contentissimo per lui, è un grande allenatore ed una grande persona. Usa ancora i metodi dei tempi di Cagliari, significa che lì ha buttato le basi per la sua carriera. E’ come se il Chievo vincesse lo scudetto, Ranieri sta facendo un’impresa eccezionale e mi auguro che ci riesca: ho sentito qualcuno dire che non è un vincente, spero che smentisca tutti con questa impresa storica. Il calcio italiano in generale? La Juventus oggi è inarrivabile, può partire a -30 e ammazzare lo stesso il campionato. E’ merito del club bianconero ma c’è anche da dire che il calcio italiano è in un momento di flessione. Sia in B che in A il livello è molto più basso che nel passato, quando noi facevamo salti mortali per salvarci con una squadra che aveva fra gli altri Francescoli e Matteoli. Ci vuole più coraggio nel lanciare i giovani, credo che sia quella la strada per tornare ad alti livelli. Complimenti a proposito alla Primavera del Cagliari, un lavoro che portava avanti già Matteoli, che ora è a Como: ha scoperto tanti giovani fra cui Barella, che credo avrebbe fatto comodo anche ai rossoblù in questo girone di ritorno».

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