Pressing e intensità: il profilo di Rolando Maran

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Pressing e intensità sono le chiavi del gioco di Rolando Maran, il nuovo allenatore del Cagliari. Ecco il suo profilo

È Rolando Maran il nuovo allenatore del Cagliari. In attesa dell’ufficialità, l’allenatore trentino è sbarcato questa mattina ad Elmas. Il club rossoblù ha preferito puntare sull’esperienza del tecnico classe 1963. Ha alle spalle 6 stagioni in Serie A con Catania e Chievo Verona, in cui ha ottenuto risultati più che soddisfacenti, collezionando però anche diversi esoneri nel corso della sua ventennale carriera.

DAL CHIEVO… – Ex difensore di basse categorie, tra C2, C1, vanta anche una stagione in B. Inizia la sua esperienza da allenatore da vice di Silvio Baldini nel Chievo nel 1997, squadra in cui da giocatore ha militato più a lungo (9 anni, cadetteria compresa). Si dedica poi alle giovanili di Brescia e Cittadella, iniziando con i granata la così detta gavetta in Serie C1. Il Brescia gli dà invece l’opportunità di allenare in Serie B nel 2005/06. Curiosa l’accusa del presidente Corioni, che decide di allontanarlo a marzo per chiamare Zdenek Zeman, nonostante la vittoria per 3-0 sul Pescara e il quinto posto in classifica: «Bisogna rischiare di più, è una questione di mentalità e Zeman ce l’ha. Sono convinto che giocando come stavamo giocando non saremmo arrivati da nessuna parte. Io voglio provare ad arrivare in A senza passare dai playoff». Il Brescia terminerà quel campionato al decimo posto.

AL CHIEVO… – Maran continua ad allenare nel campionato cadetto: Bari (altro esonero), Triestina (per due stagioni), Vicenza (esonerato e poi richiamato, ottenendo la salvezza) e Varese, l’esperienza più positiva in B. Guida i lombardi da subentrato al quinto posto, sfiorando la promozione e perdendo solo in finale playoff contro la Sampdoria. Tanto basta per una chiamata in Serie A. Con il Catania nel 2012/13 stabilisce il record di punti degli etnei (56) con una prestigiosa ottava posizione. L’anno dopo, soprattutto a causa di diversi infortuni e la cessione del Papu Gomez, non va benissimo. Viene esonerato dopo appena 9 partite e poi richiamato a due mesi dalla fine, quando ormai era troppo tardi per evitare la retrocessione. Il resto è storia recente, con il ritorno al Chievo, questa volta da primo allenatore. Rimane sulla panchina dei clivensi per quattro stagioni, ottenendo due quattordicesimi posti e un nono posto. Nel campionato appena concluso è stato esonerato a tre giornate dalla fine, con la squadra finita al terzultimo posto e successivamente salvata da D’Anna.

IL GIOCO – No, non chiamatelo difensivista. Rolando Maran non è il classico allenatore che specula sul gioco e pensa solo a difendersi. Ha un’idea di calcio ed è ben lontana da quella del semplice catenaccio. Con il Chievo Verona – soprattutto nelle ultime due stagioni – non ha regalato spettacolo, questo no, ma è bene non dimenticarsi del nono posto raggiunto e di quanto fatto nell’esperienza in Sicilia. Non è un allenatore integralista, si adatta a ciò che ha a disposizione. E l’emblema sono proprio i risultati delle sue annate: quando a Catania aveva i vari Bergessio, Papu Gomez, Lodi, Barrientos e Almiron ha incantato mezza Serie A, sfiorando un’incredibile qualificazione in Europa League. Al Chievo ha invece dovuto fare i conti con una rosa avanti con gli anni e con giocatori più fisici che tecnici, ma riuscendo comunque ad ottenere un nono posto nel 2015/16.

INTENSITÀ E PRESSING – Adatta il suo modulo agli interpreti, ma le sue squadre – di base – non restano a subire le iniziative avversarie e hanno un’identità precisa: reparti corti, pressing e intensità. Corrono tutti, attaccanti compresi. Anzi, attaccanti per primi: sono loro a dare il segnale dell’inizio del pressing al resto dei compagni. L’obiettivo è recuperare palla più in alto possibile, per percorrere meno spazio verso la porta avversaria. L’allenatore trentino pone anche grande attenzione sulle palle inattive, sia dal punto di vista offensivo sia dal punto di vista difensivo. La sua tesi a Coverciano era, non a caso, sul posizionamento della difesa sui calci d’angolo.

IL MODULO – Il modulo preferito da Maran è il 4-3-1-2, ma come detto è uno capace di adattarsi. In passato ha spesso proposto anche la difesa a 3 e altre varianti di quella a 4. Con ogni probabilità ripartirà dal rombo a centrocampo, quello che negli ultimi dieci anni in casa rossoblù ha dato più garanzie, sia tecniche che di risultati. Il 4-3-1-2 a Cagliari sarà diverso da quello del Chievo. Può contare su giocatori con più qualità in mezzo al campo, come CigariniBarella (se restano). Ionita invece – per fisico e capacità di inserimento – potrebbe diventare una mezzala perfetta nelle idee di calcio di Maran. Al Chievo il trequartista, ovvero Birsa, si abbassava spesso per dare una mano in fase di impostazione, visto che Radovanovic era più un interditore che un regista. Questo aspetto, con Cigarini playmaker, potrebbe essere una delle (tante o poche) differenze tra il gioco di Maran al Chievo e quello che farà al Cagliari.

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