Ex Rossoblù
Piras: «Caso Esposito? Ho sentito l’intervista dell’agente. Gli attacchi non sono belle mosse»

Gigi Piras, ex giocatore del Cagliari, si è espresso su svariate tematiche attuali rossoblù in un’intervista! Le dichiarazioni
Il presente del Cagliari e le emozioni del passato si intrecciano nelle parole di Gigi Piras! Lo storico ex attaccante rossoblù ha rilasciato una lunga intervista a L’Unione Sarda, affrontando diversi temi legati al club isolano. Tra gli argomenti trattati anche la vicenda che ha coinvolto Sebastiano Esposito, con Piras che ha espresso le proprie considerazioni sulla situazione. L’ex bomber ha, inoltre, ripercorso alcuni momenti della sua esperienza con la maglia del Cagliari, senza dimenticare un’analisi sul mercato della società e sulle prospettive future della squadra. Un intervento che unisce memoria, attualità e il forte legame con i colori rossoblù. Vi riportiamo le sue dichiarazioni:
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CASO ESPOSITO – «Ai miei tempi, se firmavi un contratto era blindato: io, per esempio, una volta avevo saputo che Victorino guadagnava il doppio di me pur essendo la mia riserva, però avevo già un accordo e dovevo pensare a giocare. Ora, se un giocatore firma un quadriennale, ogni anno lo vuole migliorare: basta che faccia un minimo bene e l’agente chiede il rinnovo. Le società dovrebbero evitarlo».
SCONTRO – «Ho sentito l’intervista del procuratore, dove ha attaccato il direttore sportivo e l’allenatore del Cagliari. Secondo me non sono belle mosse: gli agenti devono pensare agli interessi del proprio giocatore, non insultare le società. Io uno così non lo vorrei più avere come procuratore».
CESSIONE – «Dipende sempre dal presidente, ossia da Giulini. Vorrei ricordare cosa era successo con Cellino, che aveva lasciato Marchetti due anni fuori rosa senza giocare: gli aveva fatto perdere la Nazionale».
MERCATO – «Un difensore: a gennaio è andato via Luperto, a fine stagione Dossena, Mina l’anno scorso ha giocato la metà delle partite. Poi Pisacane vede ogni giorno i giocatori, si sarà già reso conto del valore dei primi acquisti ed è lui a dover dire cosa manca. Spero che il Cagliari possa fare qualche punto in più dell’anno scorso, perché vedo che molte dirette concorrenti si stanno rinforzando».
MALDINI – «Potrebbe essere una soluzione, ma non quella principale. Nel Cagliari io vedrei più una punta che sia un riferimento centrale, mentre Maldini è uno che ha dribbling e scatto. Non ha mai fatto tantissimi gol: serve anche un centravanti classico, da area di rigore, che sappia dialogare con gli altri. Maldini potrebbe far bene agendo dietro la punta, come in certi frangenti alla Lazio».