Pensieri Rossoblù: “Qualcosa di completamente diverso”

© foto www.imagephotoagency.it

Ed ora per qualcosa di completamente diverso, proviamo nonostante tutto a parlare di calcio. Si perché in questa stagione tribolata come poche altre, il Cagliari ha una chance che altre volte non ha avuto. E’ ormai assodato e ripetuto in ogni intervista come la questione stadio abbia unito il gruppo. Aggiungo io, questo può dare finalmente la possibilità ai giocatori di fare quel passo in più, il salto di qualità caratteriale che non si è visto negli questi ultimi anni. Partite come quelle recenti di Bologna e Siena sarebbero infatti la norma per i finali di stagione del Cagliari che non deve chiedere più nulla al campionato. Questa volta però no, questa volta c’è la possibilità di trovare tra le mura dello spogliatoio, nella compattezza quasi viscerale tra giocatori ed allenatore/i gli stimoli giusti. In quest’ottica, per assurdo, può essere un handicap l’emigrazione dall’inagibile Is Arenas una volta che si era trovato lo strano equilibrio fra chi correva “dentro” e chi cantava “fuori”. Il salto di qualità lo si può fare tutti, dai giocatori in campo, ai tifosi, dagli allenatori alla Società.
E si deve iniziare proprio dal difficile e probante esame di Catania, facendo anche delle assenze forzate (vedi Cossu) un punto di forza.
4-4-2, 4-3-1-2, 4-3-3, Cabrera dal primo minuto, no Ibarbo, anzi Riberio… oserei dire poco importa! Il primo salto di qualità deve arrivare dalla duo Lopez-Pulga, pronti con coraggio e tempestività a leggere la gara e fare cambi adeguati, anche rischiosi, in corsa. La formazione iniziale non è un dogma, ma un canovaccio sul quale poi scrivere il resto della storia. Per la prima volta il Cagliari si presenta con la possibilità vera e concreta di poter cambiare modulo ed assetto tattico. Saperlo sfruttare significherebbe fare il salto di qualità. La voglia di vincere, la consapevolezza dei propri mezzi coincide anche con la considerare che le opzioni e la diversità dei giocatori da schierare sono una arma in più e non un problema da risolvere.
Fare una buona prestazione a Catania, e magari vincere, sarebbe veramente da considerarsi epocale. Significherebbe avere acquisito la fame e la spietatezza che è propria delle squadre che vogliono vincere sempre. Forse è questo quello che è mancato al Cagliari negli ultimi, forse è quello che succederà a Cagliari nell
anno più difficile. Nonostante tutto iniziamo tutti a crederci, iniziamo tutti a volerlo! Forza Cagliari!

Articolo precedente
Rieti, ass. Sport: «Cagliari, rapporti ottimi. Contro l’Inter…»
Prossimo articolo
Is Arenas, il Cagliari non torna indietro: “decisione inevitabile”