Pensieri in rossoblù: «Che spreco»

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La parola che più di altre mi gira in testa da un po’ di mesi a questa parte è una: spreco”.

La partita di ieri non ha fatto altro che confermare questo ossessivo pensiero. È uno spreco, un vero e proprio spreco vedere Mauricio Pinilla sistematicamente in panchina ogni domenica. Entrare al massimo per una semplice comparsata negli ultimi minuti di partita quando i giochi, per un verso o per l’altro, sono già fatti, la partita ha poco ancora da dire, spesso correndo a vuoto o intestardendosi in giocate solitarie ed improduttive (sia ben chiaro, ci sono luminose eccezioni, leggasi coltello caldo nella difesa-burro del torino).

È uno spreco perché giocatori così per il Cagliari sono un lusso o magari, si spera, un trampolino per qualcosa di bello da venire in futuro.

È uno spreco perché insieme a quello splendido giocatore che è Marco Sau si avrebbe una grandissima coppia d’attacco (checché ne dicano puristi e tattici sul pestarsi i piedi e via discorrendo). Di chi sia la colpa è difficile dirlo. Pinigol, assieme al resto del reparto offensivo, è stato uno di quelli che più a subito la sciagurata gestione Ficcadenti ed il suo (non)gioco.

È anche vero però che il Pinilla, visto subito dopo l’acquisto (quello che ha salvato capre e cavoli per intenderci), ha finito le prime tre partite in rossoblù con i crampi dopo aver lottato da solo contro intere difese avversarie. Quella cattiveria, quella voglia forse non ci sono più. Poi, si sa, le stagioni degli attaccanti cambiano in pochi minuti o con pochi centimetri. Un gol vero (o un passaggio a Casarini libero a centro area), non su rigore, cambia molto se non tutto. Cambia la voglia di fare senza più la necessità di voler strafare e fare tutto da solo. Cambiano stima e convinzione nei propri mezzi, perché si ritorna quello che si era, quello che si è. Cambia infine anche l’attenzione che ti riserva l’allenatore.

Senza voler puntare il dito contro nessuno ed, in maniera molto democristiana, dividendo equamente le responsabilità, mi auguro che la parola “spreco” esca al più presto dalla mia testa (e come la mia quella di tanti altri tifosi rossoblù) magari sostituita da un profondo senso di goduria. Forza Cagliari! Forza Pini! 

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