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Pavoletti: «Con Semplici è cambiato tutto, c’è entusiasmo. Di Francesco? Non ci siamo capiti»

Redazione CagliariNews24

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Leonardo Pavoletti ha parlato sulle pagine de La Nuova Sardegna della stagione del Cagliari e dell’obiettivo salvezza da centrare. Le sue parole

Leonardo Pavoletti ha parlato sulle pagine de La Nuova Sardegna della stagione del Cagliari e dell’obiettivo salvezza da centrare a tutti i costi. Le sue parole.

APRILE MAGGIO IN APNEA – «Sicuramente sì. Soprattutto per la concentrazione, l’attenzione e la consapevolezza che ci aspettano dieci finali. Sappiamo che da ogni partita dobbiamo portare a casa punti. Mister Semplici ci sta trasmettendo una grande carica ed è una persona sempre positiva. Mi piace molto».

BLACKOUT DEL CAGLIARI – «Ce lo chiediamo anche noi. Anche cambiando allenatore ci sono state delle difficoltà. Quale sia il problema non lo so. Abbiamo dei difetti e sul campo vengono evidenziati. Avessimo la soluzione, sarebbe tutto risolto. Però di positivo c’è che abbiamo l’atteggiamento è di una squadra che si vuole salvare a tutti i costi».

DI FRANCESCO – «Abbiamo intrapreso un cambiamento radicale con Di Francesco che ha proposto un gioco offensivo. Abbiamo provato in tutti i modi a farlo funzionare, ma i fatti parlano chiaro. Forse quello che chiedeva non era nelle nostre corde. Pur sforzandoci quelle cose non riuscivano proprio. Ci siamo fatti del male da soli».

GIOCARE POCO CON DI FRA – «E’ stata dura. Parlando col mister gli dicevo che c’erano tante persone che tengono al Cagliari e tra queste io. Quando non giochi non sei felicissimo. Arrivato ad una certa età, ho 32 anni, se c’è un attaccante che fa gol sarei contento come se giocassi. I risultati non arrivavano ma stavo fuori. Questo mi ha buttato giù. Ho sofferto perchè non potevo dare il mio contributo. Mi sono demoralizzato perchè ero convinto di poter dare una mano. Stare a guardare è dura quando vedi i tuoi compagni in grande difficoltà».

OTTIMISMO – «Se sono sempre un giocherellone? Ora è difficile, però un minimo dobbiamo rimanere positivi. La situazione a tutti noi è chiara. Buttiamo via i pensieri cattivi e facciamoci quando è possibile una risata. Mi piace tirare su il morale alla truppa».

ESSERE UOMINI – «Nello sport si vince e si perde. Essere uomini quando si vince è facile. Nella sconfitta è più complicato. Conta l’atteggiamento e la mentalità. Devi uscire dal campo dicendo: loro sono stati più bravi di noi ma in campo abbiamo dato tutto. Come? Lottando su ogni pallone. Per natura non siamo una squadra agonisticamente cattiva, abbiamo tanta qualità, ma dobbiamo dimostrare che ce la stiamo mettendo tutta».

SALVEZZA – «Noi cinque vittorie da qui alla fine le otteniamo. Conosco i compagni, come ci alleniamo. Gli episodi spesso ci hanno giocato contro, alla lunga la sorte qualcosa dovrà restituirci».

POCO FEELING CON DI FRANCESCO – «Non ho nulla da nascondere. Lui è stato mia allenatore quattro volte. Ho Sempre avuto un buon rapporto umano ma credo che Pavoletti non fosse il suo attaccante ideale. Mi alternava sempre anche al Sassuolo,. Però le sue sono state solo scelte tecniche, che ho rispettato, niente di personale tra di noi».

ATTEGGIAMENTO CHE FA IMBESTIALIRE – «Odio le persone che si lamentano sempre. Ma se sono persone che non si arrendono le apprezzo. Se invece alla lamentela si aggiunge tirare i remi in barca non godono della mia stima. Mi urtano gli atteggiamenti negativi».

GIOCATORE PIÙ ESUBERANTE «Nainggolan e Mattia Perin, quello di qualche anno fa. Ora è maturato».

SFIZIO – «No. Mi piace vivere senza troppo pretese. L’equilibrio è una mia virtù. Mi basta una passeggiata con la famiglia, una bibita al Poetto, una chiacchierata e sono felice».

AVVERSARIO PIÙ OSTICO – «Contro la Juventus non ho mai fatto gol. I duelli con Giorgio Chiellini durissimi, uscivo dal campo malconcio. Battaglie tra sportivi, ma senza nessuna cattiveria».

MONDO DEL CALCIO – «Da chi bisogna difendersi? Dai falsi amici e da chi ti vuole usare fino a quando gli fai comodo. Da quanto ho cominciato ho cambiato miei comportamenti. Metto delle barriere, guai a chi le supera».

ANDARE AGLI EUROPEI – «È molto difficile. Io nella mia testa ci voglio provare. Se ci salviamo e faccio dei gol può essere una possibilità. La speranza resta, altrimenti guarderò le partite in televisione con gli amici, facendo il tifo naturalmente».

ITALIA SAN MARINO A CAGLIARI – «Non mi dia per spacciato, non si sa mai, chissà che non succeda. Se ci sarò vorrà dire che ho fatto grandi cose nel finale di stagione per il Cagliari e restiamo in Serie A».

DELUSIONI – «Se c’è qualcuno che mi ha deluso? Ci sarebbe, ma farei scoppiare una polemica. Lo dirò a fine carriera».

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