Foggia: «Quella salvezza, le vittorie col Napoli…Ho bei ricordi di Cagliari» – ESCLUSIVA

pasquale foggia
© foto www.imagephotoagency.it

A tu per tu con Pasquale Foggia, ex 10 del Cagliari ed attuale ds del Benevento. Dal momento del calcio italiano ai ricordi in rossoblu: l’intervista esclusiva

Un impatto devastante, per prestazioni e gol, che però non ha avuto seguito nel tempo. Questo il ricordo che a Cagliari resiste ancora oggi quando si pensa a Pasquale Foggia. Reduce dal miracolo salvezza con la Reggina di Mazzarri, pesantemente penalizzata dopo calciopoli, il furetto napoletano approdò in Sardegna nell’estate 2007. Grandi prestazioni, gol, giocate: nel giro di poche settimane arrivarono la convocazione dell’Italia di Donadoni e l’interesse di mezza Europa. Poi qualcosa si ruppe, Foggia non trovò continuità e la sua carriera – per molti – non rispecchia un talento messo in mostra solo a tratti. Abbiamo raggiunto l’ex 10 rossoblu, oggi ds del Benevento, per parlare di presente e passato.

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Che idea ti sei fatto del momento che vive il calcio italiano?
«Il calcio va di pari passo col Paese, nella drammaticità di tutto c’è anche quella calcistica. Sappiamo che il calcio ruota attorno a tanti valori, compreso quello economico, quindi sarà veramente dura».

Certo che, col Benevento lanciato verso la A, congelare i campionati e bloccare le promozioni sarebbe un peccato.
«Credo che una soluzione logica si debba trovare, perchè sono stati sviluppati due terzi di campionato. Abbiamo 22 punti di vantaggio sulla seconda: sarebbe una beffa clamorosa».

Veniamo al periodo di Cagliari: all’epoca dicesti che fu una stagione che non ti saresti dimenticato, nel bene e nel male. Oggi che ricordi hai?
«Ricordi positivi, Cagliari mi ha dato la possibilità di assaporare la Serie A in maniera importante e di essere convocato per la prima volta in Nazionale. E’ stata un’esperienza formativa, ho bei ricordi. E con tanti dei compagni di allora mantengo buoni rapporti».

Quello fu un campionato che a Cagliari ricordano ancora con piacere, segnato anche da due vittorie pesanti contro il Napoli: le ricordi?
«Certo, una era alla prima giornata di campionato: vincemmo al San Paolo e feci gol su rigore. La seconda, al ritorno, che diede la scintilla giusta per quella cavalcata incredibile verso la salvezza con una vittoria al 95′, su punizione mia e gol di Daniele Conti di testa».

L’impatto a Cagliari fu impressionante per prestazioni e gol. Ricordo anche che spuntò l’interesse del Liverpool. Poi qualcosa si è inceppato: cosa successe?
«Quella è storia. Quell’anno a Cagliari, soprattutto all’inizio ma anche dopo, mi diedero la possibilità di affermarmi come calciatore. C’era il Liverpool, è vero, e a gennaio tante altre squadre che mi volevano sia in Italia che all’estero. Poi con Cellino facemmo la scelta di restare fino a giugno per provare a centrare la salvezza, che poi fu ottenuta».

A tratti, con diverse maglie, abbiamo visto un Foggia scintillante: quali sono i periodi a cui rimani più legato?
«Sono diversi, dall’anno in cui si salvammo ad Ascoli a quello della salvezza storica con la Reggina di Mazzarri, in cui partivamo con una grossa penalizzazione. Poi gli anni con la Lazio in cui abbiamo vinto Coppa Italia e Supercoppa: ho assaporato una grande squadra per tanti anni. Anche l’anno della promozione in Serie A alla Sampdoria. I ricordi positivi sono tanti».

Qualche rimpianto?
«Sì, perchè potevo sfruttare delle occasioni in maniera differente. Poi per scelte personali non l’ho fatto. Ma onestamente sono contento del percorso della mia vita calcistica».

Oggi invece ti destreggi tra telefono, scrivania e campo a Benevento. Tra i vostri c’è anche Marco Sau: ti chiedo come è nata l’idea di portarlo in Campania e come sta andando.
«Marco era uno di quei ragazzi che si allenavano con noi quando ero a Cagliari: c’era lui, c’era Mancosu…Di Sau ho avuto un ricordo positivo come ragazzo, e poi da calciatore lui ha fatto una carriera importante. Veniva da qualche anno un po’ così, dove ha avuto poco spazio per vari motivi, ma non ho mai dubitato delle qualità sia morali che tecniche del calciatore. Quest’estate cercavo un calciatore con quelle caratteristiche, la scelta è stata facile per me. E ci sta ripagando alla grandissima».

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