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Pagellone Cagliari 23/24: Viola e Luvumbo promossi, male Hatzidiakos e Petagna – VOTI

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Pagellone Cagliari 23/24: voti e giudizi all’intera rosa rossoblù che ha raggiunto la salvezza in Serie A con una giornata d’anticipo

Il Cagliari chiude il campionato di Serie A 2023/2024 con 36 punti in classifica e una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo. Ecco il pagellone con voti e giudizi della stagione appena conclusa:

SCUFFET 6,5 – Partito come secondo ma in breve tempo diventato titolare inamovibile. Croce e delizia, tante buone parate e conclusione sventate a cui si somma qualche intervento non proprio pulito in cui si poteva forse far di più. Tutto sommato il giudizio della sua stagione è positivo.

RADUNOVIC 5 – Partito come titolare in questo campionato ma la sicurezza mostrata nella scorsa stagione sembra completamente sparita. Inanella una serie di errori che gli costano il posto da titolare.

ARESTI SV

ZAPPA 6 – Alti e bassi, qualche solita imprecisione in fase difensiva dove ha ancora da migliorare. In fase offensiva trova spesso la giocata, come nella finale playoff di Bari. Gioca tutte le gare di questa stagione: 2558 minuti e 1 gol.

DI PARDO 5,5 – Ha poche chance per mettersi in mostra, qualche buona gara la disputa ma altrettante sono le disattenzioni come quella che causa il rigore per la Fiorentina a tempo scaduto dell’ultima giornata.

DOSSENA 7 – Reduce da una stagione importante in Serie B si conferma un ottimo difensore anche in Serie A. Sale, e tanto, il livello del campionato ma non sembra soffrirlo particolarmente. Qualche errore gli è concesso alla sua prima esperienza in Serie A. Duella e combatte con i migliori attaccanti uscendone spesso vincitore.

MINA 7,5 – Una seconda parte di stagione sensazionale. E’ lui quel qualcosa in più che trascina la squadra. Esperienza, fisicità e sana malizia che guidano il reparto. A livello calcistico è assolutamente indiscutibile.

OBERT 6 – Chiamato in causa da centrale o da esterno svolge sempre il compitino che Ranieri gli affida. E’ un classe 2002 ma con una buona esperienza alle spalle e il futuro rossoblù sarà tutto suo.

HATZIDIAKOS 4 – Arriva dopo gli spareggi europei con la sua ex squadra ma il calcio italiano è tutt’altra cosa. Fatica tanto ad adattarsi al nostro modo di giocare, commette tanti errori che costano caro al Cagliari e, in tutto il campionato, non trova mai la via per rifarsi.

WIETESKA 5 – Stesso discorso del compagno di reparto greco. Forse lui con l’andare della stagione migliora leggermente le sue prestazioni entrando maggiormente nell’ottica del calcio italiano. Ma, onestamente, ci si aspettava molto di più.

AUGELLO 6,5 – Parte in sordina, forse ancora scosso dall’ultima annata alla Sampdoria. Cresce con il passare delle giornata mostrando tutte le sue qualità per cui Ranieri lo ha scelto. Discreta attenzione in fase difensiva e tanta qualità in supporto alla manovra offensiva. Trova il suo primo e unico gol in campionato con una rete pesantissima contro l’Atalanta.

AZZI 5,5 – Viene chiamato poco in causa, meno rispetto alla passata stagione. Prova sempre a dare il massimo mettendoci il cuore e le sue abilità, ma in Serie A cresce il livello e si trova spesso in difficoltà.

DEIOLA 6 – Il suo animo sardo lo porta a mettere il cuore oltre l’ostacolo. Fa di necessità virtù correndo tantissimi chilometri in stagione. Ranieri trova in lui l’equilibratore della squadra e non si risparmia mai in campo, pur con diversi limiti tecnici che lo portano a diversi errori.

MAKOUMBOU 6 – Per Ranieri è un titolare inamovibile in mezzo al campo. Anche lui, come Deiola, prova a dare equilibrio alla squadra ma in tutto l’arco del campionato non perde mai il vizio di tenere troppo il pallone nei piedi e questo, in Serie A lo sappiamo, è sempre un grosso rischio.

SULEMANA 6,5 – E’ il jolly del centrocampo, schierato come mediano o come interno. E’ un ruba-palloni e lo mostra andando a battagliare contro tutto e tutti. Cresce tanto anche negli inserimenti che lo portano spesso alla conclusione in porta.

PRATI 6,5 – Primo vero test nel calcio dei grandi, nella massima serie. Ranieri non lo getta subito nella mischia per non caricarlo di pressione ma pian piano mostra di poterci stare e gioca tante gare da titolare. Suo il gol, il primo in Serie A, che regala la salvezza ai rossoblù. Qualità. testa alta e verticalizzazione le sue armi migliori: l’anno prossimo deve essere il suo.

NANDEZ 7 – Animo guerriero non si arrende mai dal primo all’ultimo secondo. E’ il cuore del Cagliari, quello che suona sempre la carica e mostra che si può lottare contro tutti. Con la sua partenza lascia un grande vuoto ma non gli si può rimproverare nulla.

JANKTO 5 – Voluto fortemente da Ranieri, che già lo aveva avuto alla Sampdoria, sembra un lontano parente del giocatore ammirato negli anni passati. Non riesce mai ad inserirsi del tutto negli schemi della squadra, complici anche gli infortuni. A suo favore il gol pesantissimo contro l’Empoli.

VIOLA 8 – Partito come outsider si rivela l’uomo in più della stagione. Un’annata strepitosa condita da 6 gol e tante giocate di classe. Con lui il pallone è sempre al sicuro e da un momento all’altro potrebbe inventare una giocata geniale. Chiude la stagione da capocannoniere della squadra ma anche da leader tecnico-tattico.

GAETANO 7 – Arrivato a gennaio per trovare maggiore continuità, non avuta a Napoli, si prende subito una maglia da titolare. Tra le linee crea sempre scompiglio con un tasso tecnico oltre la media. Chiude il campionato con 5 gol all’attivo e, forse, avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di Spalletti in vista dell’Europeo.

MANCOSU SV

ORISTANIO 6,5 – Dopo l’esperienza in Olanda approda per la prima volta in Serie A. Bagaglio tecnico da far invidia, una spina nel fianco per le difese ma qualche infortunio di troppo lo ha limitato. Il Cagliari, con ogni probabilità, eserciterà il riscatto per goderselo a pieno anche nella prossima annata.

KINGSTONE 6 – Ranieri lo vuole con se e lo porta dalla Primavera alla Prima squadra. Pochi spezzoni di gare per il giovanissimo rossoblù ma il gol, spettacolare, contro la Fiorentina lascia ben sperare per il futuro.

LUVUMBO 7,5 – Doveva confermarsi anche in Serie A e non si è fatto attendere. Tra gli attaccanti rossoblù è sicuramente il più brillante. Ha fatto ammattire quasi tutte le difese avversarie con la sua velocità e il suo dribbling bruciante. Deve ancora crescere, soprattutto nella freddezza sotto porta, ma tempo e talento giocano a suo favore.

SHOMURODOV 6 – Brutto inizio di stagione per l’uzbeko lontano dai fasti con cui l’abbiamo visto con la maglia del Genoa. Viene da esperienze negative e si vede ma Ranieri riesce a tirargli fuori orgoglio e coraggio, al punto che in alcune gare diventa devastante e decisivo. Poteva fare di più? Certamente. Ora resta da decidere il suo futuro.

LAPADULA 6,5 – Da inizio stagione falcidiato da problemi fisici, non riesce a ripetere la straordinaria stagione passata. Nonostante ciò mette tutto quello che può in campo, non si tira mai indietro e combatte come un leone per aiutare i compagni a raggiungere l’obiettivo. Su questa salvezza c’è anche la sua indelebile firma.

PAVOLETTI 7 – Leader in campo e fuori dal campo, capitano vero! Quando chiamato in causa, infortuni permettendo, ha sempre risposto presente. La doppietta contro il Frosinone che ha ribaltato uno svantaggio di 0-3 è stata determinante. Collante per i compagni fuori dal rettangolo verde, insieme a Ranieri ha tenuto in piedi la barca senza farla affondare e accompagnandola sana e salva al porto.

PETAGNA 4,5 – Probabilmente è la più grande delusione della stagione. Arrivato negli ultimi giorni di mercato con l’idea di dover guidare l’attacco rossoblù, grazie alla sua esperienza nella categoria, non ha impattato nella stagione. Appena una rete in campionato e un riscatto che si fa molto difficile.

RANIERI 10+ – Chiude una straordinaria carriera come allenatore di club nel migliore dei modi. L’anno scorso firmò 3 anni di contratto, è riuscito nel raggiungimento degli obiettivi in appena un anno e mezzo. Comandante, condottiero e bandiera che mai si è ammainata. Il Cagliari ha creduto in lui e lui ha creduto in Cagliari. L’epilogo è stato da sogno, un cerchio perfetto che si chiude, tra lacrime di commozione ed eterni ringraziamenti.

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