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Editoriale

Milan Juve, la sfida capovolta. Pirlo si affida a Ronaldo, Pioli al gruppo

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pioli krunic milan

Ancora senza Ibra, il Milan punta sul gruppo mentre i bianconeri, limitati dal Covid, si aggrappano a CR7 per rilanciarsi dal -10 in classifica

C’erano una volta le rovesciate di Del Piero e i gol pesanti di Shevchenko. Adesso è cambiato tutto o quasi, ma Milan Juve rimane una superclassica del campionato italiano. Le stelle in campo brilleranno anche senza pubblico, e nonostante il Covid, dopo 9 anni di dominio bianconero ininterrotto il Milan torna a sognare in grande. Dal -16 dello scorso anno i rossoneri ora guidano la classifica con 10 punti di vantaggio su una Signora smarrita, che per tornare in alto punta tutto sull’uomo della provvidenza. Ronaldo domina, anche più del grande assente Ibra. Lo dicono i numeri (il portoghese è capocannoniere della A con 14 reti, il 48% dei gol totali della Juventus in campionato) e le prestazioni: senza lo svedese il gruppo si è responsabilizzato e il Milan ha mantenuto la vetta della classifica, mentre la Juve ha dimostrato di non riuscire a fare a meno di CR7.

Ecco la grande differenza tra una squadra maturata due anni insieme a Pioli e una Juve rivoluzionata da un mercato estivo all’insegna del ricambio generazionale e da un debuttante come Pirlo in panchina. Ma per abbattere il Diavolo forse servirà più del solo Ronaldo, perché il Milan è imbattuto da 27 partite, e soprattutto ha già mostrato le unghie nei big match: battendo Inter, Napoli e Lazio negli scontri diretti, fino a questo momento un tallone d’Achille per la Juve di Pirlo che ha collezionato solo pareggi contro Atalanta, Roma e Lazio. Ecco perché i bianconeri, senza Morata e per il momento i due positivi Alex Sandro e Cuadrado, non potranno sbagliare nulla e servirà la stessa prestazione di Barcellona per dimostrarsi all’altezza di un Milan tornato grande.

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