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Rastelli: «Agostini è la soluzione giusta. Ritorno a Cagliari? Sono stato vicino quando…» – ESCLUSIVA

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L’ex tecnico del Cagliari Massimo Rastelli è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni: le sue dichiarazioni

L’ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli che è stato sulla panchina degli isolani dal 2015 al 2017, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 rilasciando alcune dichiarazioni in merito all’attuale situazione in casa rossoblù.

Come valuta il cambio in panchina a 3 giornate dalle fine del campionato?
«Da fuori non è facile valutare e dare un giudizio su un cambio di allenatore. Bisogna stare dentro le dinamiche, ma se la società ha preso questa decisione è perché si è resa conto che la squadra ha bisogno di una scossa anche emotiva e quindi questo l’ha indotta ad esonerare Mazzarri per invertire la tendenza. Questo era il momento cruciale della stagione e fare sette sconfitte in otto partite fa comprendere la scelta della società di cambiare tecnico per cercare di portare il Cagliari alla salvezza che è l’unica cosa che davvero conta»

Alessandro Agostini alla guida della prima squadra può essere la soluzione giusta?
«La scelta di Agostini penso che sia stata la più logica e la più giusta. Non è semplice andare a prendere un altro allenatore che fa solo tre giornate. Agostini ha lavorato con la Primavera, a stretto contatto con la società e conosce già le dinamiche, le situazioni e i giocatori. Su questo aspetto può essere facilitato ad entrare dentro gli schemi e secondo me può essere la miglior soluzione al momento. Mi auguro che possa ripagare possa portare il Cagliari in salvo».

Cosa non ha funzionato nel lavoro e nel Cagliari di Mazzarri?
«Ripeto, valutare da fuori è difficile nonostante io conosca bene l’ambiente e abbia vissuto Cagliari ma ogni squadra è diversa. Sotto l’aspetto emotivo, del carattere e della personalità conosco solo Joao Pedro, Cragno, Deiola e Ceppitelli. Il girone di andata è stato di grandissima difficoltà, gli acquisti di gennaio hanno riportato slancio, vigore ed entusiasmo con le prime gare del 2022 che facevano presagire un finale diverso. Cosa sia successo dopo con la prima sconfitta contro la Lazio che ha interrotto il cammino, gli ci possono essere stati due fattori: un leggero allentamento dopo una serie di risultati utili e forse un piccolo calo di forma di alcuni uomini che in questa rincorsa hanno fatto la differenza ma erano tanti mesi che non giocavano. Poi sconfitta porta sconfitta e subentra l’aspetto psicologico e le critiche, le squadre dietro iniziano a fare punti e tutto il buon lavoro fatto da Mazzarri fino a due mesi fa è andato a rotoli portando la società a cambiare allenatore per salvare la stagione. La retrocessione sarebbe un bagno di sangue. La società ha voluto in tutti modi trovare il miglior rimedio».

Di cosa ha bisogno in questo momento il Cagliari per potersi salvare?
«Credo che il lavoro di Agostini sarà soprattutto psicologico lavorando sulla testa dei ragazzi, fagli ritrovare fiducia, convinzione e autostima che sono le cose che poi vanno sotto i piedi quando qualcosa non funziona. Ovviamente dovrà anche fare degli aggiustamenti tecnico-tattici che lui ben conosce vivendo li a stretto contatto con la prima squadra, in questi mesi si sarà reso conto della qualità della rosa sia in fase di possesso che di non possesso e di cosa ha bisogno questa squadra, inserendo quei pochi principi chiari che la squadra possa assorbirli velocemente perché non c’è tempo. Per questo credo la società abbia puntato su Agostini: può entrare subito nella testa dei giocatori»

Cosa sarebbe accaduto se la scelta per la panchina fosse ricaduta su un altro allenatore?
«Credo che chi sarebbe arrivato da qui a capire dove si trova, il campionato sarebbe finito senza ottenere il risultato sperato. Io sono convinto che la scelta di Agostini sia giusta, ha tre punti di vantaggio che non sono pochi anche se la Salernitana giocherà domani, poi ci sarà lo scontro diretto all’Arechi e il Cagliari dovrà fare la stessa gara che ha fatto lo scorso anno a Benevento»

È mai stato vicino al ritorno al Cagliari? Se arrivasse la chiamata accetterebbe?
«L’anno scorso quando è stato esonerato Di Francesco c’è stata una possibilità di essere nuovamente l’allenatore del Cagliari, poi la società ha fatto altre scelte che sono state giuste perchè Semplici ha fatto un capolavoro perchè la salvezza era molto difficile. Per il futuro beh, si sa quanto io sia legato a Cagliari, al Cagliari e alla Sardegna quindi non escludo che se un domani ci fosse l’opportunità di tornare in panchina ne sarei felice»

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