Massimo Cellino, un protagonista in penombra

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Un uomo carismatico, un imprenditore capace e astuto, un Presidente spesso imprevedibile e dalle geniali intuizioni: qualsiasi cosa si dica di Massimo Cellino, è innegabile il fatto che sia un protagonista, a volte scomodo, ma indubbiamente interprete determinato e perspicace in uno scenario all’interno del quale non è proprio semplice navigare.

E’ arrivata improvvisa la notizia dell’arresto del Patron RossoBlu: era la mattina del 14 febbraio, quando cominciò ad invadere le prime pagine delle testate giornalistiche di tutto il Web la clamorosa e sconcertante comunicazione. Tifosi e giocatori RossoBlu attoniti, il mondo intorno al Cagliari si ritrovò istantaneamente fermo, senza respiro.  Domande su domande, quesiti senza risposta, ciò che pareva certo erano le difficoltà a cui andava incontro la squadra che però, come ben sappiamo, ha egregiamente  reagito alla sonora percossa. Stando agli atti, l’unica colpa del Presidente è stata quella di aver voluto una casa per il suo Cagliari, una dimora che potesse dare ancora più prestigio alle gare interne della squadra, nonché un luogo degno di ospitare i sostenitori cagliaritani. Oltre alla fazione dei sostenitori, anche la contro parte è attiva: già, anche di fronte ad un fatto così eloquente, una parte degli storici dissidenti di Cellino non ha esitato a continuare ad andare contro al proprio Presidente, non facendo altro che saturare di rabbia l’ambiente già messo a dura prova.  Ridicolo come neanche l’amore per la propria squadra riesca ad appianare, in occasione di una situazione così sconvolgente, il contrasto con le idee del Patron RossoBlu. Per contro, sono arrivate numerose dichiarazioni di vicinanza all’imprenditore di Sanluri, che hanno superato anche i confini della Sardegna.

Il primo Marzo gli furono concessi gli arresti domiciliari, ma Cellino, uomo forte e caparbio, ha sempre dichiarato di voler abbandonare il carcere solamente da uomo libero, rifiutando così di assecondare il provvedimento disposto dalle autorità. La presa di posizione del Presidente RossoBlu potè durare solamente qualche giorno: la decisione del Tribunale del Riesame doveva per legge essere messa in atto e, udite udite, il luogo scelto per far scontare a Cellino gli arresti domiciliari fu una  INAGIBILE comunità di recupero a Villamassargia, conseguentemente alla decisione di Massimo Cellino di non volersi recare né a casa sua né nel complesso di Asseminello. Ironia della sorte o accanimento? Fatto sta che anche se l’interessato non fosse stato Cellino, la dignità della persona sarebbe stata comunque lesa. Non è neanche lontanamente immaginabile che una persona agli arresti domiciliari possa essere sottoposta al “soggiorno” in una struttura disagevole, quando invece uno Stadio di Serie A all’avanguardia viene discriminato senza però chiudere i cancelli di quegli impianti barcollanti e decadenti, in cui seriamente ogni domenica si corre il pericolo di ricordare la giornata non per la partita ma per qualche rischiosa avventura . Cellino è stato anche descritto come “ propenso a delinquere”. Se Cellino è un malfattore che merita un trattamento degno del peggior delinquente, allora bisognerebbe rivoluzionare il vocabolario di italiano, revisionando anche la parola “giustizia”…

Era il 9 marzo quando Massimo Cellino fu trasferito ad Asseminello e da allora, a parte qualche servizio a lui dedicato, non si è più parlato molto del Presidente, dando piuttosto più rilievo al riscatto che la squadra sarda sta mettendo in atto sul campo.  Da protagonista, il Presidente Massimo Cellino è diventato un personaggio in penombra, un soggetto destinato a rimanere nella semioscurità fino alla svolta, che si spera arrivi al più presto. A quel punto, di una cosa dovremo stare certi: Cellino riscatterà in pieno il periodo buio che sta trascorrendo ora, ne uscirà da vincitore e diventerà un vulcano in piena eruzione: difficile pensare infatti che, un uomo così carismatico ed esplosivo, dopo un avvenimento del genere, si lasci tutto alle spalle senza far valere i propri diritti, oltraggiati sia per quanto riguarda la sua carica di Presidente che il suo essere un uomo qualunque.

La squadra e i tifosi non l’hanno dimenticato, ma forse si è preferito far calare relativamente il silenzio e lasciare che il Patron RossoBlu trascorra nel modo più tranquillo possibile questo complesso periodo o forse adesso la preoccupazione per il futuro di Is Arenas è talmente alta da offuscare la consapevolezza della condizione in cui vive il Patron cagliaritano. Qualunque siano le ragioni, non deve mai mancare l’incoraggiamento e la vicinanza dell’integrità del Mondo RossoBlu nei confronti del proprio Presidente!

Forza Presidente, siamo tutti con te! 

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