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Marotta: «Palestra è un talento, ma è un po’ troppo forzato abbinarlo a noi. L’affare è in una fase preliminare»

Beppe Marotta, presidente dell’Inter, è intervenuto a margine della presentazione del nuovo calendario della Serie A! Le dichiarazioni
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, è intervenuto a margine della presentazione del nuovo calendario di Serie A, rilasciando dichiarazioni raccolte dal giornalista Alfredo Pedullà. Nel corso dell’intervento, il dirigente ha voluto soffermarsi su Marco Palestra, sottolineandone il percorso di crescita e il potenziale dimostrato quest’anno. Secondo Marotta, il giovane ha tutte le qualità per contribuire al progetto nerazzurro. Di seguito le sue dichiarazioni:
«Palestra è un giocatore dell’Atalanta, un talento e sono contento per la nostra Nazionale, è sulla bocca di tutti. Abbinarlo a noi forse è un po’ troppo forzato, nel senso che noi abbiamo un’uscita in quel ruolo simile al suo, con Dumfries che si sta avvicinando al Real Madrid, ma diciamo che ad oggi siamo ancora in una fase preliminare per poter andare a chiudere l’operazione. Palestra è un nominativo che farebbe piacere a tanti club europei tra cui noi. L’Inter è un grande club internazionale ed europeo, mondiale, è obbligato ogni volta in cui partecipa ad una competizione a raggiungere il massimo degli obiettivi e dare il massimo. Lo abbiamo fatto quest’anno e lo faremo l’anno prossimo.
Ci sono giustamente dei competitor agguerriti forse più di noi. Ma faremo quello che è possibile per raggiungere traguardi come quelli che hanno raggiunto dalle squadre dell’Inter che hanno preceduto la nostra storia. Abbiamo fatto quest’operazione perché era quasi necessaria e dovuta. Quindi era una ricompra vera e propria: l’abbiamo esercitata perché ha fatto un grande campionato e una grande stagione anche in CL. È un giocatore che era importante tutelare da un punto di vista patrimoniale. Quello che succederà da un punto di vista concettuale lo vedremo più avanti.
È prematuro ancora, affronteremo con calma la politica di evoluzione con il modello standard da qualche anno: andare ad individuare giovani importanti che possono crescere a livello patrimoniale e dare un contributo partendo sempre da una prerogativa. Lo zoccolo duro degli italiani riteniamo sia la prerogativa per poter tornare lontano».