Maran, vigilia di Lazio-Cagliari: «Biancocelesti fortissimi, cercheremo di sorprenderli»

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L’allenatore del Cagliari Rolando Maran parla in conferenza stampa ad Asseminello alla vigilia della partita contro la Lazio

Mezzogiorno di fuoco per il Cagliari. Domani alle 12.30 i rossoblù affronteranno all’Olimpico di Roma la Lazio nel lunch match della 17ª giornata di Serie A. Alla vigilia della sfida contro i biancocelesti, Rolando Maran parla come di consueto in conferenza stampa nel centro sportivo di Asseminello, anticipando i temi della partita, condizione dei giocatori e indizi sulla probabile formazione che affronterà la squadra di Simone Inzaghi. «Dobbiamo capire un po’ la situazione degli acciaccati. Per gli squalificati abbiamo fatto reclamo, vedremo come va. Ora pensiamo a questa gara senza mettere a rischio chi potrebbe avere problemi nelle prossime partite ravvicinate. C’è dispiacere per la sconfitta di domenica, ma ho visto i ragazzi lavorare bene. C’è voglia di andare a Roma e sorprendere la Lazio».

«La punizione di Milik non sposta i giudizi, eravamo in controllo del match ma purtroppo è arrivato un colpo da ko. La Lazio è per me fra le prime quattro in Italia per potenziale. Non so perché sia così indietro in classifica, i giocatori sono da primissima fascia. Il Modulo? Contro il Napoli è stato molto bravo Barella ad alzarsi e abbassarsi cambiando il rombo in una linea a quattro. Nel nostro DNA c’è la capacità di leggere le fasi della gara e modificarci di conseguenza. Ci sono momenti da interpretare per allentare la pressione e piazzarsi meglio. Pajac? Ha preso una brutta botta durante la rifinitura, è da valutare. Per contrastare gli esterni della Lazio non serve solo gamba ma anche una organizzazione perfetta. Lui deve migliorare in certe cose, nel nostro sistema di gioco il suo è un ruolo difficile e delicato. Pavoletti? Più di tutti sa attaccare la porta, altri hanno caratteristiche diverse. Ora lui non c’è, dobbiamo pensare a usare al meglio le nostre risorse».

«La vittoria ci manca da un po’, ma abbiamo anche avuto un calendario molto difficile in questi ultimi tempi. Cerchiamo i tre punti tutte le volte che scendiamo in campo, basta vedere il piglio con cui giochiamo. Non smettiamo mai di essere squadra, mentre all’inizio era la lacuna più grossa che avevamo. Il format per cui si gioca durante le feste? Un po’ ci disturba, eravamo abituati a passare le festività in famiglia: proviamo, sperando che il pubblico risponda bene. Il mercato avrei preferito che finisse il 18 per non dover sentire voci durante una fase di campionato, ma ormai siamo vaccinati a tutto. La classifica? Dobbiamo essere ambiziosi, ma anche tenere conto che altre squadre sono attrezzate per obiettivi più alti. Cerchiamo di guadagnarci un posto al sole facendo calcio e sapendo che abbiamo tanto margine di crescita, senza confondere i vari livelli altrimenti facciamo male a noi stessi e ai tifosi. Giochiamo tre partite in una settimana, per il momento non mi interessa parlare di mercato. Faragò? Abbiamo giocatori come lui, Padoin, Barella e Pisacane che possono coprire più ruoli. Per una squadra come la nostra è un patrimonio enorme quello di poter aggiustare la squadra cambiando qualcosa senza essere costretti alle sostituzioni».