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Editoriale

L’Inter se ne va: da Theo e Kulusevski gli assist Scudetto

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Il sabato pre-pasquale lancia forse definitivamente la fuga Scudetto dell’Inter, anche grazie ai regali sciagurati di Milan e Juventus

Nona vittoria consecutiva, la diciottesima nelle ultime ventuno giornate: l’Intercontinua a macinare punti e allunga ulteriormente le distanze con le principali antagoniste. La strada verso lo Scudetto sembra ormai spianata per i ragazzi di Antonio Conte, ora a +8 sul Milan e con la gustosa prospettiva di ampliare il divario oltre la doppia cifra battendo mercoledì il Sassuolo nel recupero.

Non ha entusiasmato la formazione nerazzurra sul piano del gioco e dello spettacolo. Una costante, a dirla tutta, nelle ultime affermazioni, come a voler ricordare che i punti in questo momento “pesano” eccome, soprattutto a livello psicologico. E i calorosi abbracci in quel di Bologna a fine gara testimoniano una volta di più l’importanza di un successo che avvicina non poco l’obiettivo.

La solida e impenetrabile Inter dunque se ne va a suon di assist, ma quello pennellato di Bastoni per Lukaku è stato solamente l’ultimo in ordine temporale a favorire la fuga di Handanovic e compagni.

Tutto infatti era cominciato circa otto ore prima, proprio in quel Meazza caro ai nerazzurri e ultimamente molto meno ai cugini rossoneri. L’ennesimo inciampo casalingo del Milan si è infatti materializzato “grazie” a Theo Hernandez, di solito fenomenale con le sue scorribande ma incredibilmente svagato nel regalare a Quagliarella un pallone al bacio con cui uccellare Donnarumma.

E poco dopo le 19, ecco il nuovo assist che non ti aspetti, questa volta a firma Kulusevski. Il talentino svedese mette in ritmo Sanabria lanciandolo verso Szczesny con ingiustificabile noncuranza. Al netto delle validissime prestazioni di Sampdoria e Torino (assolutamente equiparabili a quella del Bologna), ecco che la differente tenuta mentale scava ancor di più il solco Scudetto. Superficialità e distrazioni che Milan e Juve non potevano permettersi, superficialità e distrazioni che l’Inter non si è permessa.

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