Lazio, Immobile: «Cagliari squadra difficile, ma ci siamo divertiti»

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Protagonista della vittoria della Lazio per 4-1 sul Cagliari con una doppietta, Ciro Immobile ha parlato al termine del match dell’Olimpico ai microfoni di Lazio Style Channel: «Sono contento – si legge nelle dichiarazioni riportate dal sito ufficiale del club biancoceleste – perché stiamo facendo quello che proviamo, io concretizzo le occasioni che costruiamo. Il pareggio contro il Bologna era immeritato, con il Torino invece poteva starci perché avevamo giocato un tempo a testa. Il mister ha preparato alla grande la partita di stasera nonostante il poco tempo. Sono felice per i gol e perché ha segnato Felipe Anderson. In campo ci divertiamo. Abbiamo un mister giovane, noi siamo giovani, abbiamo voglia di migliorarci e fare bene. Siamo squadra e in campo si vede. Era importante vincere oggi, la classifica è corta. Domenica avremo una seconda partita in casa, venivamo da due pareggi con due ottime prestazioni. Complimenti a compagni, mister e staff. Il Cagliari è una squadra difficile da affrontare. Ci siamo divertiti e abbiamo anche fatto divertire la gente. Gli obiettivi personali vanno di pari passo con la squadra. L’attaccante gioca bene quando la squadra fa altrettanto. A Torino ero partito male poi mi sono laureato capocannoniere. Segnare più di tutti in Italia non è semplice perché ci sono tanti campioni, io cerco di fare quello che provo in allenamento. Ringrazio i compagni che mi mettono sempre in condizione di far gol. Appena abbiamo capito i meccanismi e abbiamo iniziato a fare quello che provavamo in allenamento, ne ho tratto beneficio. Abbiamo impiegato un po’ a capire quello che voleva Inzaghi perché siamo un gruppo molto giovane. A me non piace stare fermo, anzi preferisco aiutare la squadra. Proviamo le azioni da 4-3-3, io provo a sfruttare al meglio le mie caratteristiche. All’inizio non sapevo se fossi riuscito a fare 8 gol in 10 partite. Partivo un po’ in ritardo per via dell’Europeo ma ho avuto da subito la fiducia del mister. L’ambiente mi ha accolto alla grandissima anche se prima di me c’era un campione. Non ho sentito troppa pressione, sono felice di questo».

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