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Jeda annuncia il ritiro: «Cagliari? mi rimarrà sempre nel cuore. Vi dico il ricordo più bello e in chi mi rivedo» – ESCLUSIVA

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L’ex giocatore del Cagliari Jeda annuncia ufficialmente l’addio al calcio giocato. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni

Nel giorno in cui ufficializza il suo addio al calcio giocato, l’ex attaccante del Cagliari Jeda ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Ecco le parole del brasiliano.

Hai annunciato il tuo ritiro dal calcio giocato, cosa si prova a sapere che da domani non indosserai più le scarpette? 
«Stavo aspettando il momento migliore per comunicare definitivamente il mio addio al calcio giocato. Ero abbastanza cosciente di questa decisione, ho fatto calcio vero per tanto tempo e scendendo nelle categorie inferiori fino alla Promozione ho capito tanto, ho appreso altri valori del calcio ma la mia carriera da calciatore era già finita. Questi ultimi anni ho giocato solo per divertimento, non sentirò lo stacco dal calcio perchè l’ho fatto in maniera graduale dalla Serie A alle serie minori, non soffrirò tanto l’assenza dal campo»

Come vedi il tuo futuro dopo il ritiro? 
«Stavo collaborando con il Muggiò (squadra di Promozione in cui militava, ndr) come direttore tecnico dell’accademia e ho il patentino Uefa B, continuerò nel sogno di voler allenare ma vedremo quelle che saranno le possibilità. Spero di riuscire a centrare l’obbiettivo di diventare allenatore e voglio restare nel mondo del calcio, un mondo che mi appartiene e ha fatto parte della mia vita. Al di fuori del mondo del calcio, onestamente, non saprei cosa fare»

Qual è il ricordo più bello della tua carriera?
«Tutti i passaggi della mia carriera sono stati molto belli. L’arrivo in Italia nel 2000 è grandissimo ricordo, quando ho messo piede qui per la prima volta per giocare a calcio, sono andato via dal Brasile che ero un ragazzo di 20 anni ed ero da solo ma pronto ad affrontare un’esperienza importante. Porterò nel cuore la promozione con il Palermo, la salvezza con il Cagliari e l’anno di Rimini. Ma quello a cui tengo di più è il ricordo della prima volta che sono venuto in Italia per fare la Serie A, è una bella emozione e mi sento orgoglioso»

E il ricordo più bello di Cagliari? 
«Sicuramente il Cagliari è stato il massimo della mia carriera, ho vissuto un’esperienza molto bella e indimenticabile, mi è rimasta nel cuore la squadra e i compagni. La prima salvezza è un ricordo fantastico, è stata una dimostrazione di forza, personalità e fare gruppo. Mi ricordo di Cagliari città con il pubblico e lo stadio che non dimenticherò mai. Il giorno che ho fatto il gol del 3-2 contro il Napoli (gara finita poi 3-3, ndr) ho sentito un’emozione fortissima come una fiammata di corrente che mi ha attraversato il corpo. Dopo quel gol, alla prima palla toccata dal mio ingresso in campo, ho avuto la voglia di correre per tutto il campo senza una meta»

Pensi che a fine campionato il Cagliari sarà tra le squadre salve? 
«Quello che posso dire è che non voglio assolutamente pensare che il Cagliari non si salvi. Vederla in questa situazione è una cosa che non vedevo da tanto e mi fa strano, la squadra costruita quest’anno doveva fare ben altro, mi fa molta rabbia e impressione vederla lottare per la salvezza. Spero e credo che si salvi, con tutto il cuore, la retrocessione sarebbe un danno non solo economico ma anche d’immagine per un isola e una società che negli ultimi anni ha fatto passi in avanti»

Ti rivedi in qualche giocatore del Cagliari attuale? 
«Joao Pedro assolutamente, incarna quelle che sono state le mie caratteristiche. Interpreta vari ruoli come prima punta, seconda punta e trequartista, i ruoli che erano miei. Un po come me è maturato e ha imparato a fare gol, anche io segnavo poco e poi pian piano ho imparato»