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Editoriale

Italia Inghilterra, comunque vada Mancini e Southgate hanno già vinto

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Il grande giorno della finale Italia Inghilterra è arrivato: comunque andrà a finire, Mancini e Southgate hanno già vinto la loro scommessa

Ancora poche ore e la tensione salirà alle stelle: ore 21, Italia Inghilterra assegnerà la vittoria di Euro 2020. Una finale atipica e innovativa per la competizione continentale, con gli Azzurri a caccia del secondo trofeo della storia dopo quello del lontano 1968 e gli inglesi ancora a bocca asciutta negli Europei e capaci di trionfare solamente nei Mondiali del 1966.

Un po’ per scaramanzia e un po’ per evidente indecisione, soprassediamo dai pronostici e poniamo l’accento sui due principali protagonisti delle rispettive cavalcate, ovvero i commissari tecnici. Roberto Mancini e Gareth Southgate sono infatti gli artefici di un percorso che parte dalle delusioni di due Nazionali tornate finalmente a risplendere.

Il tecnico jesino si è imbarcato sulla nave italiana dopo il fallimento epocale del gruppo di Ventura, con quella mancata partecipazione a Russia 2018 che ancora fa malissimo. In pochi mesi il Mancio ha saputo ricostruire un gruppo dalle macerie, ridonando linfa agli “anziani” e pescando nel mazzo giovani su giovani che già ora costituiscono l’ossatura della squadra.

Ha saputo forgiare un collettivo sontuoso, capace di emozionare e trasmettere entusiasmo con il suo calcio offensivo. Ha dimostrato di crederci fin dal suo insediamento, così come hanno testimoniato le parole di Giorgio Chiellini. E ha già vinto la sua scommessa, perché l’unità e la solidità del gruppo azzurro promette di mantenersi al top anche nei Mondiali 2022 ma al tempo stesso garantisce continuità per almeno un decennio.

Una ricostruzione che ugualmente Gareth Southgate ha saputo compiere con la sua Inghilterra, rinnovando bruscamente stile e principi di gioco. Il suo cammino è iniziato due anni in anticipo rispetto al rivale, ma ha dalla sua parte già la semifinale nello scorso Mondiale a evidenziare il salto di qualità. Ora la finale europea segna il nuovo passo in avanti e il rinnovo di contratto suggerisce che il suo “sistema” possa durare ancora a lungo. Insomma, chiunque uscirà sconfitto da Wembley avrà in ogni caso di che essere soddisfatto del percorso. E andrà applaudito.

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