Ielpo: “Is Arenas, potevano dirlo prima. Cellino persona competente”

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Mario Ielpo, storico portiere del Cagliari, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista alla redazione de “IlSussidiario.net” per commentare i temi attuali del mondo cagliaritano, legato principalmente alla questione Is Arenas: “E’ una situazione paradossale, che io definirei all’italiana. Purtroppo certe cose succedono solo nel nostro Paese, non si può pensare che una vicenda come quella dello stadio del Cagliari si porti avanti per così tanto tempo. E’ la solita diatriba tra il potere politico e lo sport. Dimissioni del CdA? Penso che si tratti di un atto dimostrativo, una forma di protesta per quello che sta accadendo“.

Ielpo commenta anche l’attuale detenzione del presidente Cellino: “E’ stato il mio presidente per una sola stagione, poi sono passato al Milan: ma devo dire che lui è una persona  competente che ha sempre mantenuto il Cagliari a buoni livelli, conosce  bene i doveri ai quali è chiamato il presidente di una società di calcio. Credo che non abbia particolari responsabilità in quello che sta accadendo. Se ha dovuto fare delle cose è perché è stato costretto per quei sotterfugi, quei ricatti a cui si è sottoposti spesso nel nostro Paese in questo tipo di situazioni”.

L’ex estremo difensore dei sardi vira poi sulla questione Is Arenas:Se volevano decidere che questo stadio non andava bene dovevano intervenire subito, quando si stava iniziando a costruirlo. Ora non capisco perché si sta facendo tutto adesso e non prima: si parla anche di demolizione dell’impianto. Ma mi sembra un idea folle, proprio la solita cosa all’italiana. I tifosi sono stanchi di tutto questo. I sostenitori del Cagliari sono civili, sono passionali, non sono violenti. La squadra di calcio però è il simbolo di tutta una regione, la Sardegna, che anche per la sua posizione geogafica si considera come una nazione a sè”.

Infine, la conclusione: “Il Cagliari sta facendo quello che può, solo che sta pagando le leggi assurde che ci sono in Italia. Giocatori? Non è facile, io ho provato a giocare una o due volte a porte chiuse e non è certo una bella sensazione. I calciatori stanno comunque dimostrando grande professionalità e stanno disputando anche un buon campionato. Non mi meraviglia, visto che il potenziale offensivo di questa squadra è molto elevato. Che soluzione attuerei? Non lo so, non so proprio cosa fare: temo anzi che questa situazione andrà avanti nel tempo senza risolversi”.

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