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Ibarbo: «A Cagliari ero voluto bene da tutti» – ESCLUSIVA

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A tu per tu con Victor Ibarbo: il racconto della sua esperienza al Cagliari e il ricordo di Davide Astori. L’intervista all’ex attaccante rossoblù

Arrivato nel luglio 2011, l’attaccante colombiano Victor Ibarbo ha vestito la maglia del Cagliari con continuità per quattro stagioni. La sua avventura nel Club dell’allora presidente Massimo Cellino è terminata nel febbraio 2015 quando il giocatore è stato girato in prestito alla Roma. Dopo aver militato nel Watford, nuovamente nell’Atlético Nacional (squadra dove è cominciata la sua carriera calcistica) e Panathinaikos, torna nel Cagliari (era il gennaio 2017) e colleziona appena tre presenze. Non trova spazio e nello stesso anno si trasferisce in Giappone, dove gioca attualmente.

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Ciao Victor, come stai passando questo periodo di stop forzato a causa del coronavirus?
«Sono rimasto in Giappone. È una situazione complicata, dispiace non poter giocare e allenare. Stiamo tutti combattendo contro questo male e speriamo di poterne uscire presto. Mi manca il calcio, ma è giusto che si sia fermato tutto. La vita delle persone è più importante di un pallone».

Hai avuto modo di vedere qualche partita del Cagliari di quest’anno?
«Purtroppo no. Io sto in Giappone durante il campionato di Serie A e a causa del fuso orario non sono riuscito a seguirlo. Ma all’inizio dell’anno avevo seguito un po’ il calciomercato. Ci sono nomi importanti ed è una bella squadra».

Parlando del tuo passato qui in Sardegna, hai vestito la maglia del Cagliari per quattro stagioni di fila. Come valuti la tua avventura isolana?
«Penso sia stata una delle migliori della mia carriera calcistica. Cagliari è una bella piazza ed io sono cresciuto tanto in Sardegna. Mi son trovato molto bene, è una bellissima terra. Sono riuscito a farmi apprezzare dai tifosi, che mi hanno dimostrato tanto affetto e anche dai miei compagni di squadra. Mi volevano bene tutti quanti. Ho bellissimi ricordi che mi porterò sempre nel cuore. Non nego che se ne avessi la possibilità, tornerei a giocare al Cagliari molto volentieri».

Quale partita in maglia rossoblù ricordi in maniera particolare?
«Probabilmente quella contro il Catania giocata nel dicembre 2011. È stata una partita speciale perchè ho segnato il mio primo gol rossoblù: avevo fatto una bella azione personale partendo dalla destra ed ero riuscito a mandare la palla in rete dopo aver saltato i due difensori avversari».

Quale è stato il giocatore del Cagliari più forte con il quale hai giocato?
«Difficile fare un solo nome, eravamo una bella squadra e tutti mi hanno aiutato a crescere. Però forse quelli che mi hanno dato una mano più di tutti sono stati Radja Nainggolan, Marco Sau e Davide Astori».

La scomparsa di Davide Astori ha sconvolto tutto il mondo del calcio, italiano e non. Qui a Cagliari è ricordato con tanto affetto. Quale era il vostro rapporto?
«Sapere della sua morte è stato sconvolgente. Era un ragazzo d’oro, prima ancora di essere un ottimo giocatore. Andavamo d’accordo: giocavamo tantissimo alla PlayStation insieme, ma anche a biliardo. Capitava spesso di andare a cena insieme, ci divertivamo tanto».

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