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Gremio: «Rifiutate due proposte per Kannemann, vogliamo che resti»

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Il Gremio nega la volontà di cedere Walter Kannemann, obiettivo della difesa del Cagliari. Le parole del direttore sportivo Alberto Guerra

Il Cagliari ci prova, il Gremio non molla. La trattativa per Walter Kannemann sta diventando un vero e proprio braccio di ferro tra le due società. I rossoblù hanno presentato due offerte per il centrale argentino, entrambe però sono state respinte al mittente. La prima era da 3 milioni di euro, l’altra da 4, ma i brasiliani non vogliono cedere l’idolo della propria tifoseria, che potrebbe partire solo per una cifra ben più alta. È ritenuto incedibile, visto che la società non ha bisogno di fare cassa dopo la cessione di Arthur al Barcellona per 30 milioni di euro. Il Cagliari, che secondo Sky Sport avrebbe raggiunto l’accordo con Kannemann, punterebbe sulla volontà del giocatore di venire a giocare in Europa e in Italia. Per questo motivo il Gremio ha rilanciato e sta lavorando in queste ore per offrire un rinnovo di contratto fino al 2022 all’ex San Lorenzo. «Abbiamo richiesto l’estensione del contratto, stiamo parlando per risolvere questo», le dichiarazioni del vice-presidente Duda Kroeff.

MURO GUERRA – Nel frattempo Kannemann è stato tenuto a riposo insieme ad altri suoi compagni nella partita contro il Flamengo, vinta comunque 2-0 dal Gremio. Il motivo? Mercoledì sul campo dell’Estudiantes si gioca l’andata degli ottavi di finale di Coppa Libertadores, quella che la società di Porto Alegre vorrebbe vincere per la quarta volta nella sua storia. Al termine della partita ha parlato Alberto Guerra, il direttore sportivo del club gaucho: «Ci sono state una prima e una seconda proposta per Kannemann, sono state entrambe rifiutate. Non vogliamo che giocatori importanti come Kannemann lascino il Gremio. Fino al 31 agosto ogni squadra brasiliana è soggetta alle proposte del calcio europeo. La politica del Gremio è quella di cercare di trattenere i giocatori. Alcuni sono stati campioni anche qui. Vogliamo mantenere la struttura forte che abbiamo costruito in questi ultimi anni».

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