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Giulini: «Il cammino verso il nuovo stadio è iniziato dieci anni fa! Modello francese? Esempio da seguire»

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, è intervenuto nel convegno “Il futuro degli stadi italiani”! Le sue dichiarazioni
Il presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini, è intervenuto al convegno “Il futuro degli stadi italiani”, ospitato nell’ambito del Festival della Serie A di Parma. Al centro del suo intervento c’è stato il progetto per il nuovo stadio di Cagliari, tema cruciale per lo sviluppo infrastrutturale del club e dell’intero movimento calcistico isolano!
Durante l’incontro, Giulini ha sottolineato l’importanza di un impianto moderno, sostenibile e funzionale, capace di aumentare la competitività del club e di valorizzare l’esperienza dei tifosi. Il progetto rappresenta una tappa fondamentale per garantire continuità e crescita al Cagliari Calcio e all’intero territorio. Vi riportiamo le sue dichiarazioni:
LAVORO – «Il nostro cammino verso il nuovo stadio di Cagliari è iniziato oltre dieci anni fa, quando rilevai il Club la squadra giocava tra Trieste, Tempio Pausania, Quartu Sant’Elena. Sono arrivato in una situazione in cui il Cagliari non aveva, di fatto, uno stadio dove giocare le sue partite casalinghe, in pochi mesi – grazie al Sindaco del tempo, Massimo Zedda e all’amministrazione comunale, la medesima che è nuovamente in sella da qualche anno – riuscimmo in poco tempo a tornare allo Stadio Sant’Elia pur con una capienza limitata e poi a costruire la nostra attuale Unipol Domus, in poco più di tre mesi d’estate. In quell’impianto giochiamo ormai da quasi dieci anni, settembre 2017. La speranza, allora, era quella che si trattasse di uno stadio provvisorio per poi entrare in poco tempo nel nuovo stadio che sorgerà accanto, al posto del vecchio Sant’Elia».
ITER – «In questi anni ci siamo imbattuti in tantissimi enti, che sono dentro la Conferenza dei servizi e la Commissione Provinciale di Vigilanza e che hanno richiesto nel tempo tantissime modifiche al progetto. Nel frattempo sono cambiati i mercati, i contesti geopolitici, le amministrazioni comunali e regionali. Siamo riusciti a superare tutti gli ostacoli progettuali, poi è cominciata l’odissea legata agli aspetti economici e finanziari. Parliamo di un Piano Economico Finanziario, che a quanto pare siamo abbastanza vicini a farci approvare, che deve essere verificato da numerosi validatori al fine di ottenere la Pubblica Utilità del progetto. Per arrivare a questo i professionisti incaricati richiedono moltissimi dettagli su aspetti legati agli accordi con i privati, i quali però nel corso degli anni possono essere soggetti a modifiche per le normali dinamiche del mercato. Discorso che vale sui naming rights e su altri elementi chiave come il canone che il Cagliari corrisponderà al concessionario del nuovo impianto. Capiamo bene quanto sia complicato oggi in Italia costruire uno stadio».
MODELLO FRANCESE – «Credo che se non ci fosse a Cagliari un imprenditore italiano che ha deciso di guidare la Società in tutti questi anni, anziché un imprenditore o un gruppo intenzionato a portare avanti un business immobiliare, oggi la città e il Club non avrebbero alcuna chance di avere uno stadio. Penso che l’esempio da seguire possa essere quello francese: nel 2010, quando seppero che avrebbero ospitato gli Europei del 2016 senza doverli dividere con un altro Paese come è il caso del 2032 tra Italia e Turchia – gli stadi transalpini erano tutti obsoleti, a parte lo Stade de France. l’unico che rispettava gli standard dell’UEFA era lo Stade de France. Venne avviata una task force per rinnovare o costruire gli stadi: due (il Parco dei Principi di Parigi e l’impianto di Lione) con fondi privati, Marsiglia in partenariato pubblico-privato, parliamo di tre grandi realtà per dimensioni della città e caratura delle squadre, paragonabili a Roma, Milano e Napoli. Ma il calcio ha bisogno di stadi non solo nelle grandi città, ecco perché tre stadi (Lens, Saint-Etienne, Tolosa) sono stati rinnovati completamente con risorse pubbliche, altri tre (Bordeaux, Lilla e Nizza) costruiti ex novo. Se la Francia ha finanziato tramite gli enti locali oltre 800 milioni per gli stadi penso che una strada per avere in tempi ragionevoli in Italia altri stadi oltre a quello della Juventus ci sia».