Connettiti con noi

2015

Giulini allo scoperto: «Dopo Storari sogno Sirigu. Provai a prendere Milito»

Pubblicato

su

Il presidente del Cagliari si divide tra casa e lavoro, pur restando al centro sportivo di Assemini. Lo shock della retrocessione in Serie B non ha frenato Tommaso Giulini, che ha ammesso i suoi errori e parlato con serenità dei cori poco piacevoli dei tifosi nei suoi confronti: «Ci sta, sono un presidente retrocesso dopo 11 anni di A. Ma per 85’ la squadra è stata incoraggiata e lo stadio all’80% era pieno. Che soddisfazione!», ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport. Il patron del club sardo ha parlato poi della scelta di puntare su Massimo Rastelli. Una scelta ponderata, non di cuore come nel caso di Zdenek Zeman: «Con Rastelli si può lavorare… Società e staff devono avere interessi convergenti… La squadra è figlia di un ampio confronto con Capozucca e Rastelli: siamo riusciti a prendere i giocatori che volevamo».

 

Giulini ha parlato anche dei progetti in ballo, partendo dall’analisi dei conti rossoblù: «Abbiamo il monte ingaggi più alto della B e supera il paracadute. Per fortuna siamo riusciti a fare buone cessioni, anche se gli introiti sono spalmati in più anni e quindi ci aiuteranno in futuro. Sant’Elia? Abbiamo appena terminato lo studio di fattibilità con B Futura, un valido progetto. L’iter durerà per tutto il 2016, poi demoliamo e ricostruiamo: l’obiettivo è inaugurarlo per il Centenario del 2020».

 

La priorità, però, resta la promozione in Serie A: «E consolidarci. Dobbiamo coinvolgere il più possibile il territorio, anche attraverso il settore giovanile. Lo faceva bene Matteoli, visti i giocatori oggi in prima squadra, adesso il progetto di Mario Beretta prevede anche tre centri di formazione in Sardegna: i migliori ragazzi sardi devono giocare qui». La promozione è del resto legata ad una promessa: «Ho sentito la vicinanza di Cellino al momento della retrocessione. Ora dobbiamo organizzare un’amichevole col Leeds, magari la facciamo se noi andiamo in A e loro in Premier… Mi ha detto che una retrocessione sul campo ci può stare, ma un club non deve mai retrocedere dal punto di vista economico: ha ragione».

 

Intanto si gode Marco Storari, che in Serie A poteva restarci: «Siamo orgogliosi di averlo qui. Sì, ci confrontiamo anche su questioni tecniche: ovviamente sono io che imparo». In futuro, però, potrebbe esserci spazio per qualcun altro: «Chi vorrei prendere? Sirigu, quando smette Storari, ma il nostro futuro è Cragno. Le confido che a gennaio ho cercato fino all’ultimo di prendere Milito: che rabbia».