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Giuffredi torna sul caso Esposito: «Volevo accontentare il giocatore, che vuole stare a Cagliari ma non c’è stato alcuno sforzo»

Giuffredi racconta la rottura tra Esposito e il Cagliari: le parole del procuratore dell’attaccante rossoblù sul futuro del proprio assisitito
Mario Giuffredi ha ricostruito la frattura tra Sebastiano Esposito e il Cagliari, contestando duramente la versione fornita dalla società rossoblù. Secondo quanto riferito dall’agente nel canale Youtube di Michele Criscitiello, il club sarebbe stato informato delle difficoltà emotive attraversate dall’attaccante e avrebbe concordato il suo allontanamento temporaneo dal ritiro.
Il procuratore ha poi affrontato il mancato accordo per l’adeguamento contrattuale, accusando il presidente Tommaso Giulini di aver voluto monetizzare attraverso la cessione del classe 2002. Nel corso dell’intervista, Giuffredi ha parlato anche del possibile interesse del Napoli, oltre alle situazioni riguardanti Michael Favasuli, Giovanni Di Lorenzo, Pio Esposito e Mattia Zaccagni.
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Tutte le parole del procuratore di Esposito circa il futuro del proprio assistito
CHE COSA HA PORTATO ALLA ROTTURA TRA LE PARTI? – «La problematica è molto semplice. Il presidente del Cagliari sapeva fin dall’inizio, così come l’allenatore e successivamente Accardi, che sia Gaetano sia Sebastiano, dopo i campionati importanti disputati, aspiravano ad ambizioni differenti sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Gaetano è andato all’Atalanta. Per Sebastiano, che inizialmente volevano provare a trattenere, ho detto che sarebbe stato giusto adeguare il calciatore al valore tecnico raggiunto. Se il presidente Giulini attribuisce un valore di 20 milioni a un giocatore pagato quattro milioni, significa che il suo valore tecnico è aumentato ed è quindi corretto riconoscergli un adeguamento. In un mese ho provato a trovare tutte le soluzioni possibili. Il ragazzo aveva parlato spesso con l’allenatore, voleva rimanere a Cagliari e aveva il piacere di disputare un altro anno lì. Ho cercato in tutti i modi di trovare un accordo. Posso accettare che venga attaccato il procuratore, ma mi rattrista la pochezza di persone che hanno detto qualcosa di falso su un ragazzo che, durante la trattativa, a tratti è andato persino contro il proprio agente pur di restare a Cagliari. Negli ultimi giorni ha teso entrambe le mani anche sotto il profilo economico. Vederlo trattato in questo modo, attraverso un comunicato assolutamente falso, provoca enorme dispiacere. Abbiamo soltanto chiesto di adeguare il valore economico del giocatore a quello tecnico riconosciuto dallo stesso presidente. Ho fatto il massimo per raggiungere un’intesa. Secondo me Giulini ha fatto finta fin dal primo minuto di voler trattenere il calciatore, mentre i fatti hanno dimostrato che voleva venderlo per monetizzare. Un presidente che arriva a una riunione importante, resta dieci minuti e poi lascia il tavolo, mostrando zero interesse nel risolvere una questione per lui fondamentale, dimostra il contrario. Io ho fatto di tutto e il calciatore ha fatto ancora più di me. Mi dispiace che il presidente non dica la verità, cioè che fin dall’inizio voleva vendere il giocatore. Per il momento mi fermo qui. Un altro pezzo di verità lo tengo per me e spero di non doverlo mai raccontare. Adesso l’unico obiettivo è portare via il giocatore da Cagliari e trovare la soluzione migliore per tutti, anche per il club, perché faccio gli interessi dei miei assistiti ma ho sempre lavorato con buonsenso anche nell’interesse delle società».
QUALI SOLUZIONI AVEVA PROSPETTATO AL CAGLIARI? – «Entrare nei dettagli economici non sarebbe corretto. Posso però dire di aver teso entrambe le mani e di aver provato a trovare qualsiasi soluzione possibile, perché volevo accontentare il mio giocatore, che desiderava restare a Cagliari. Dall’altra parte non c’è stato alcuno sforzo per tendere una mano e provare a chiudere la trattativa. Mi fermo qui, perché altrimenti dovrei raccontare altro e non voglio farlo».
CHE COSA SUCCEDERÀ ADESSO CON SEBASTIANO ESPOSITO? – «Adesso dobbiamo pensare al mercato, perché fino a oggi non ho mai lavorato per portare Sebastiano Esposito lontano dal Cagliari. Il fatto che siamo arrivati al primo agosto senza cercare altre soluzioni dimostra che avevamo intenzione di restare. Adesso dobbiamo trovare la soluzione migliore per tutti. Ognuno può farsi la propria idea, ma nessuno riuscirà a cambiare la mia sulla volontà di Giulini di cedere il giocatore. Quando poi ti confronti con un dirigente che fa finta di essere un dirigente, ma in realtà fa il portacarte, come Accardi, il mio pensiero diventa quello di mettere da parte gli attriti. Li tengo per me e magari li riprenderemo a fine mercato. Ora devo trasferire il giocatore il prima possibile, pensando soprattutto al suo bene e alla sua salute mentale. Proveremo a fare come con Gaetano: al Cagliari ho portato 12 milioni, non gli ho certo dato un cazzotto in un occhio. Cercheremo di fare il massimo anche per Sebastiano e di portare benefici economici al Cagliari».
IL NAPOLI PUÒ RAPPRESENTARE UN’OPZIONE PER ESPOSITO? – «Il Napoli è un club nel quale Manna è sempre stato un estimatore di Sebastiano Esposito. In questo momento, però, ha tantissimi attaccanti. Non mi sento di aggiungere altro, se non che Sebastiano è un calciatore forte, apprezzato e stimato da tutti, compreso Manna, che ha già espresso pubblicamente la propria considerazione».
FAVASULI È CONCRETAMENTE NELLA LISTA DEL NAPOLI? – «Su Favasuli ho approfondito maggiormente l’argomento con Manna. Il Napoli cerca un’alternativa giovane a Giovanni Di Lorenzo e il giocatore gli piace moltissimo. Credo che rientri nella lista dei profili valutati per quel ruolo e Manna mi ha manifestato la propria stima. È uno dei due o tre nomi presenti sul suo taccuino. Il Napoli sarebbe la prima scelta. Quando mi parlate del Napoli toccate un tasto d’amore: per tutti i miei calciatori, qualora li volesse il Napoli, sarebbe sempre la prima opzione. So di non essere particolarmente amato dai tifosi azzurri, ma devono comprendere che devo svolgere il mio lavoro con grande onestà nei confronti dei miei assistiti. Sono però il primo tifoso del Napoli e, qualora potessi fare qualcosa per la squadra della mia città, sarei sempre il primo a farlo».
CHE SEGNALE RAPPRESENTA IL RINNOVO DI VERGARA? – «Ho partecipato anch’io alla festa organizzata dai tifosi, nonostante spesso mi contestino, perché mi sento un sostenitore del Napoli ed era giusto esserci. Il rinnovo di Vergara è stato un bellissimo atto d’amore da parte del presidente, perché il ragazzo meritava il nuovo contratto per quanto espresso in campo. Quando un presidente vuole trattenere a tutti i costi un giocatore, perché crede in lui e lo stima, si mette al tavolo e in un’ora risolve tutto. È quanto ha fatto De Laurentiis, diversamente da Giulini, che non ha mai avuto il coraggio di dire di voler vendere Sebastiano Esposito. Secondo me non vedeva l’ora che si arrivasse alla rottura per scaricare sulla gente o sul calciatore le responsabilità. Sarebbe bastato dirmi prima che voleva cederlo: ci avrei messo tranquillamente la faccia e avrei dichiarato di voler portare via il giocatore, evitando di perdere un mese e di alimentare questa situazione falsa, nella quale un presidente finge di voler trattenere un calciatore mentre è il primo a volerlo vendere. Mi fermo qui, ma se dovrò aggiungere altro lo farò a fine mercato».
DI LORENZO VUOLE DAVVERO CONCLUDERE LA CARRIERA AL NAPOLI? – «Giovanni vuole chiudere la carriera al Napoli. L’ho detto a Manna e al presidente. Da parte loro c’è sempre stata grande disponibilità nei confronti di Di Lorenzo, perché è un campione come calciatore e come uomo. Quando hai una persona di questo livello, la disponibilità è totale. Naturalmente, quando si parla di contratti, bisogna approfondire e comprendere quale possa essere la soluzione migliore anche per il club, ma nei confronti del capitano l’apertura è sempre stata massima».
QUAL È LA SITUAZIONE DI POLITANO? – «Politano ha rinnovato nella scorsa stagione, quindi non c’è alcun discorso contrattuale da affrontare».
PIO ESPOSITO RESTERÀ ALL’INTER? – «L’ho sempre detto: Pio rimane all’Inter e vuole continuare a indossare quella maglia. Vogliamo tutti che resti e anche l’Inter desidera trattenerlo. Il club ha mostrato disponibilità a discutere il rinnovo e ne stiamo parlando con grande serenità, perché dall’altra parte c’è una società molto seria. Nei tempi dovuti credo che si arriverà alla firma del nuovo contratto, senza alcun dubbio».
QUALE SARÀ IL FUTURO DI ZACCAGNI? – «Mattia è il capitano della Lazio e sta benissimo nel club. Il suo futuro sarà ancora in biancoceleste, anche perché ha ritrovato un allenatore che lo aveva portato in Nazionale e che lo stima moltissimo. Ha piacere di continuare alla Lazio per la società, la storia, la città e soprattutto per l’allenatore, che Zaccagni considera molto».