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Gigi Riva: le 11 partite che hanno reso Rombo di Tuono una leggenda

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Nel giorno del suo 75° compleanno celebriamo le undici partite più importanti e significative della carriera di Gigi Riva

75 anni di gol. Tra Legnano, Cagliari e Nazionale, Gigi Riva ha messo dentro 248 reti. E sarebbero potute essere molte di più, se si considerano i tanti (troppi) infortuni, il fatto che all’epoca bastava la minima deviazione per assegnare l’autogol al difensore e che si giocavano la metà delle partite di oggi. Per i tifosi del Cagliari è stato sicuramente il più grande di tutti i tempi: uno scudetto vinto da protagonista e un altro sfumato per l’infortunio in Nazionale. In azzurro Rombo di Tuono ci ha rimesso due gambe, ma è ancora oggi il recordman imbattuto per gol segnati.

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TOP 11 – In occasione del suo 75° compleanno, abbiamo deciso di scegliere le undici partite più rappresentative della carriera di Riva in cui ovviamente ha lasciato il segno. Selezionarne solo undici è stato complicato, considerando quante volte è andato a segno il Mito. È stato obbligatorio sceglierne una in più rispetto alla canonica top 10. Perché quando si parla di Gigi Riva il numero undici è un dovere.

11) Cagliari-Massese 4-1, 12 settembre 1970: primi gol al Sant’Elia

Dopo aver regalato tante gioie ai tifosi cagliaritani, l’Amsicora va in pensione. La prima gara ufficiale del Cagliari al Sant’Elia è valida per il primo turno di Coppa Italia. Avversaria dei rossoblù la Massese che all’epoca militava in Serie B. La prima rete ufficiale in assoluto segnata nell’impianto, oggi in pensione, è ovviamente di Gigi Riva. Bolide di sinistro direttamente da calcio di punizione che si insacca all’incrocio dei pali. Poco dopo Rombo di Tuono si guadagna anche un calcio di rigore che lascia battere al compagno di reparto Bobo Gori. Dopo l’autorete di Zana e il gol della bandiera di Albanese, chiude il match Riva. Da solo, palla al piede, resiste ad un contrasto, salta in dribbling due difensori e secca il portiere con il suo proverbiale mancino.

10) Italia-Messico 4-1, 14 giugno 1970: i primi gol Mondiali di Gigi Riva

Dal primo gol al Sant’Elia ai primi gol mondiali di Rombo di Tuono, segnati cronologicamente qualche mese prima. Fino a quel momento il bomber azzurro era stato protagonista di un campionato del mondo sfortunato, stabilendo addirittura il record di tiri di un singolo giocatore in una partita contro Israele, finita però 0-0. Nei quarti di finale contro i padroni di casa del Messico, torna quello che conoscono tutti, anche grazie all’ingresso di Gianni Rivera nel secondo tempo. Il milanista pesca con un lancio perfetto Riva, che tra tre difensori messicani riesce a trovare lo spazio per calciare in porta con il suo solito sinistro, ribaltando la situazione in favore dell’Italia. Dopo il 3-1 firmato da Rivera, sarà sempre lui a chiudere i conti in contropiede. Gianni Brera a fine partita scrisse: “Laudato si’ mi Signore per frate Luigi Riva”.

9) Italia-Cipro 5-0, 1 novembre 1967: i primi gol azzurri di Gigi Riva

Poteva essere normale il primo gol in nazionale per uno come lui? Assolutamente no. Riva non si accontenta di farne uno solo e ne mette dentro tre. Dopo tre amichevoli non molto fortunate, come quella contro il Portogallo dove si ruppe il perone, Rombo di Tuono approfitta della prima gara ufficiale per realizzare le prime reti in azzurro. A Cosenza si gioca la prima gara di qualificazione per gli Europei del 1968 contro Cipro: dopo la doppietta di Mazzola, Riva affonda gli ospiti nel secondo tempo: parte con un magnifico colpo di testa, poi sfrutta l’errore del portiere per il 4-0, infine realizza la tripletta personale con il suo solito sinistro imparabile.

8) Italia-Svizzera 2-0, 20 ottobre 1973: 35° gol azzurro

Dalle prime gioie in azzurro ci spostiamo all’ultima. Il 20 ottobre 1973 lo stadio Olimpico di Roma vede il trentacinquesimo e ultimo gol di Gigi Riva in Nazionale. Dopo essersi guadagnato un rigore, trasformato da Rivera, il Mito cerca più volte la marcatura personale, fino al colpo di testa al 79′ che chiude il match. È la rete che qualifica l’Italia agli sfortunati mondiali tedeschi del 1974. Dalla gara contro la Svizzera in poi, Riva giocherà solo altre tre partite in azzurro, guardando dalla panchina la clamorosa eliminazione della nazionale di Valcareggi per mano della Polonia in Germania Ovest. Ma dopo 45 anni è ancora lui il recordman di gol con la maglia azzurra: 35 in 42 presenze.

7) Italia-Lussemburgo 5-0, 31 marzo 1973: il poker

Quattro gol in una singola partita. Gigi Riva può questo ed altro. Ne sa qualcosa il Lussemburgo, che ha subìto il poker dell’ala sinistra rossoblù in una gara valida per le qualificazioni ai già citati mondiali tedeschi del 1974. Una quaterna che lo avvicinano al record di Meazza, raggiunto a quota 33 nella gara successiva contro il Brasile e poi superato nei match successivi. Il portiere lussemburghese si deve arrendere prima al suo sinistro su punizione, poi ad un altro mancino da posizione defilata nell’area piccola. Dopo il 3-0 di Rivera, Gigi stende gli ospiti con altri due gol che lo fanno entrare ulteriormente nella leggenda azzurra e mondiale.

6) Juventus-Cagliari 2-2, 15 marzo 1970: doppietta nella sfida scudetto

Al comunale di Torino è vera sfida scudetto. Il Cagliari capolista non deve perdere punti importanti contro la Juventus inseguitrice. Le cose però si mettono subito male: Niccolai, la bestia nera di Albertosi, devia in rete un cross di Anastasi per il più classico degli autogol dello stopper rossoblù. Chi rimedia? Ovviamente Gigi Riva. A fine primo tempo il numero undici la mette dentro dopo una mischia su azione di calcio d’angolo. Nel secondo tempo, invece, è Lo Bello Show. L’arbitro dà un rigore dubbio ai bianconeri, Albertosi para il penalty ad Haller, ma per il fischietto di Siracusa è da ripetere. Questa volta dagli undici metri si presenta Anastasi che non fallisce: 2-1 e Juventus che aggancia virtualmente i rossoblù al primo posto. Il Cagliari e Riva sono su tutte le furie. Alla fine, però, su una palla lunga per Cera, Salvadore cintura Riva in area e ad 8′ dalla fine è calcio di rigore anche per i rossoblù. Probabilmente una delle peggiori realizzazioni di Rombo di Tuono dagli undici metri, ma è gol: 2-2. A Torino finisce così, con il Cagliari che a sei giornate dalla fine resta in testa e vola verso lo storico scudetto.

5) Italia-Jugoslavia 2-0, 10 giugno 1968: azzurri campioni d’Europa

Nella sua storia l’Italia ha vinto un solo Europeo: quello del 1968. Ovviamente grazie a Gigi RivaRombo di Tuono è costretto a saltare le semifinali di Euro ’68 e la prima finale. Allora infatti non esistevano i calci di rigore e dopo il pareggio con l’URSS, gli azzurri accedono alla finalissima con il lancio fortunato della monetina. Anche la prima finale finisce in pareggio, grazie alla rete su punizione di Domenghini, che rimedia al vantaggio della Jugoslavia di Dzajic. Nella ripetizione dell’incontro, torna a disposizione Gigi Riva con un’inedita maglia n°17. Pur non essendo al meglio, impiega 11 minuti per sbloccare il match. Il 2-0 è firmato da Anastasi. L’Italia diventa così per la prima (e finora unica) volta campione d’Europa.

4) Italia-Germania 4-3, 1970: la partita del secolo

È stata definita da tutti la partita del secolo e alla festa del gol ha partecipato inevitabilmente anche Gigi Riva. Dopo i primi 90 minuti della semifinale dei mondiali di Mexico ‘70, aperti dalla rete di Bonisegna e chiusi dal pareggio di Schnellinger a tempo scaduto, si va ai supplementari. È grazie a quella mezz’ora di extra time, in cui succede di tutto, che il match è passato alla storia. Muller porta in vantaggio i tedeschi, poi Burgnich pareggia nuovamente i conti. A quel punto sale in cattedra Gigi Riva: palla di Domenghini, controllo di coscia, Rombo di Tuono si allarga la palla sul sinistro e batte con uno dei suoi gol Maier: 3-2 e tutti pensano sia finita lì. Ancora nel segno di Gigi Riva. Ma il solito Muller rovina la festa agli azzurri, punendo un errore di piazzamento di Rivera. Rimedierà lo stesso Abatino con il gol vittoria segnato un minuto dopo. È stata definita la partita più bella di sempre, con quattro giocatori del Cagliari in campo e con il più grande che, ovviamente, ci ha messo lo zampino. Il giocatore del secolo.

3) Vicenza-Cagliari 1-2, 18 gennaio 1970: la rovesciata di Gigi Riva

Pensi a Riva e viene in mente subito questo gol. Forse il più rappresentativo. Una rovesciata contro le leggi della fisica, con la palla presa in controtempo ad una altezza impossibile. Nulla può il povero Pianta, che sapeva sì cosa fosse in grado di fare Gigi Riva, essendosi allenato con lui per tre anni (dal ‘65 al ‘68), ma non fino a questo punto. È probabilmente il gol più bello della carriera di Riva e della storia del club rossoblù. Una magia nella stagione più magica del Cagliari.

2) Inter-Cagliari 1-3, 25 ottobre 1970: la leggenda di Rombo di Tuono

“Il Cagliari ha subito infilato e umiliato l’Inter a San Siro. Oltre 70.000 spettatori: se li è meritati Riva, che qui soprannomino Rombo di Tuono firmato Gianni Brera. Ecco come nasce il soprannome della Leggenda. Un soprannome pensato in realtà già da tempo, quando il più grande giornalista sportivo italiano scambiò il rumore provocato da un tiro di Riva per un tuono. Ha aspettato la miglior partita della storia del Cagliari per tirarlo fuori. Tre reti alla grande Inter, nel loro stadio. Doppietta di Riva, che poteva realizzare anche il terzo, ma ha preferito lasciare la gioia del gol al compagno di squadra (ed ex del match) Domenghini. Potevano essere di più anche le marcature del Cagliari, ma Mazzola (poi autore del gol della banidera) supplicò Riva di fermarsi, perché altrimenti i tifosi non li avrebbero fatti uscire vivi da San Siro. Con il primo scudetto già cucito nel petto, quel Cagliari era davvero troppo forte per non vincere anche il secondo. Peccato che qualche giorno dopo Hof decise di rompere la gamba di Gigi e i sogni di scudetto e Coppa Campioni del Cagliari nella gara del Prater di Vienna tra Italia e Austria. Indovinate chi ha poi vinto quello scudetto? Sì, proprio quell’Interinfilata e umiliata dal Cagliari e da Rombo di Tuono, Gigi Riva.

1) Cagliari-Bari 2-0, 12 aprile 1970: lo scudetto rossoblù

Non il gol più bello, ma sicuramente quello più importante. Un colpo di testa in tuffo che vale il primo scudetto (e finora unico) della storia del Cagliari. Una vittoria storica, sportiva e sociale, firmata ovviamente dal giocatore più rappresentativo di quella squadra. Contro il Bari, nel primo match decisivo per l’assegnazione del tricolore, poteva sbloccarla solo lui di testa, su un magnifico cross di Brugnera su punizione. Poi Gori (con il gol del 2-0) e la Lazio (che batte la Juventus all’Olimpico) fanno esplodere definitivamente di gioia l’Amsicora stracolmo. Il Cagliari è matematicamente Campione d’Italia.

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