Gigi Riva: «Il calcio è stata la mia vita»

Cagliari Gigi Riva
© foto Wikimedia Commons

In occasione del suo 76esimo compleanno, il mito del Cagliari e del calcio italiano, Gigi Riva ha rilasciato un’intervista per Dribbling

Ha compiuto 76 primavere, il mito del Cagliari dello scudetto e del calcio italiano Gigi RivaRombo di tuono come l’ex calciatore è stato soprannominato durante i suoi anni dietro al pallone, è ancora primatista di goal con la maglia rossoblù e con quella azzurra della Nazionale. In occasione del suo compleanno ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Dribbling.

IL FESTEGGIAMENTO DEL COMPLEANNO – «Ho festeggiato il compleanno a casa, con i figli e la mamma. I figli sono indispensabili, la vita va avanti e loro sono i ricordi che lasci». 

SULLA SORELLA – «Non ricevere gli auguri di mia sorella Fausta (venuta a mancare, ndr) è stata la cosa peggiore successami negli ultimi venti anni, siam cresciuti assieme dopo la morte dei nostri genitori, mi ha fatto lei da mamma e papà». 

COLLEGAMENTO ALLE PAROLE DI VAN BASTEN SU L’INFORTUNIO – «Io mi sono rotto due gambe ma il calcio è stata la mia vita, avevo la testa sul calcio e l’ho sempre seguito con serenità. È senz’altro valsa la pena, se rinasco vorrei rifare le stesse cose». 

PAOLO ROSSI SU GIGI RIVA – «Gigi Riva è stato il più grande attaccante che l’Italia abbia avuto, anche io sono cresciuto vedendo le sue gesta e ho ancora in mente i mondiali del ’70 in Messico. Per me è stato un ispiratore anche se non avevamo le stesse caratteristiche, ma tutti si sono ispirati a lui per il suo modo di essere e concepire il calcio. Riva è stato unico un grandissimo e un esempio del nostro calcio». 

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