Giampiero Ventura: allenatore “per caso”, passando anche da Cagliari

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Un imprevisto, un infortunio alla schiena, spiana la strada verso una nuova avventura, quella di allenatore, dopo avergli imposto il precoce abbandono dell’attività da calciatore.  Così è cominciata l’esperienza di Giampiero Ventura come tecnico, nato a Genova il 14 gennaio 1948, che cominciò presto a cimentarsi nella sua nuova occupazione. Molte le esperienze accumulate nel giro di pochi anni: dalla panchina delle giovanili della Sampdoria, passando dagli Esordienti agli Allievi e dalla Primavera alla Prima Squadra, all’interno della quale ricoprì il ruolo di preparatore tecnico e anche quello di allenatore in seconda. Si affaccia anche al Mondo fuori dal club in cui ha mosso i primi passi nel Calcio dapprima come giocatore, arricchendo la sua esperienza da allenatore sulle panchine di Albenga, Rapallo, Entella, Spezia e Centese, ma senza sentirsi propriamente appagato. Fu l’avventura alla guida della Pistoiese a regalargli le prime vere soddisfazioni: un ambizioso progetto, ovvero quello di riportare allo splendore della Serie A una squadra crollata a picco fino alla sezione dilettanti,  gli dette la possibilità di mettersi alla prova sul serio, un piano corposo e impegnativo che però non lo spaventò, anzi, gli dette quella spinta emotiva che gli permise di capire fin dove poteva arrivare con le sue capacità e di cimentarsi nel vero e proprio lavoro di allenatore, fatto di organizzazione della squadra e creazione di un gioco che fosse congeniale agli interpreti che dovevano attuarlo sul campo. Dopo la sua esperienza alla Pistoiese, si sedette sulle panchine di Giarre, Venezia (dove inizia la sua avventura prima come vice) e Lecce, condotto dapprima alla promozione dalla Serie C1 alla B e poi dalla serie cadetta alla Serie A, nel giro di due anni, dal 1995 al 1997.

Dietro l’angolo, dopo la gloriosa cavalcata verso la conquista della massima Serie alla guida del Lecce, c’era il Cagliari di Massimo Cellino. Il patron RossoBlu decise di sceglierlo per guidare la squadra cagliaritana dopo il crollo dei sardi in Serie B, dopo sei anni trascorsi in Serie A, conseguente alla sconfitta rimediata durante lo spareggio contro il Piacenza. Un’altra volta si presentava un compito impegnativo per Ventura, che aveva la responsabilità morale e materiale di spingere nuovamente verso l’alto la squadra RossoBlu. Missione compiuta per il tecnico genovese, che nel giro di una sola stagione, quella 1997/1998,  riporta al lustro della massima Serie del Campionato italiano la squadra di Massimo Cellino. Esordisce in Serie A con la squadra sarda e, dopo la fine della sua avventura come tecnico del Cagliari, i suoi successori non riescono a mantenere i risultati da lui ottenuti, riportando il Cagliari in Serie B.

Le panchine di Sampdoria e Udinese precedono il suo ritorno a Cagliari, che nel frattempo aveva cambiato ben sette allenatori:  Oscar Washington Tabarez, Renzo Ulivieri, Gianfranco Bellotto, Giuseppe Materazzi, Antonio Sala, Giulio Nuciari e Nedo Sonetti. La stagione 2002/2003 non vede però protagonista di un trionfo Ventura, che non riesce a far riconquistare al Cagliari la Serie A e circa a metà Campionato successivo  viene esonerato per far posto a Edy Reja, che invece riuscirà a centrare l’obiettivo.  Da allora Giampiero Ventura non è più stato richiamato da Cellino.

La sua carriera continua e viene ingaggiato dal Napoli  nel 2004, all’inizio dell’era De Laurentiis, dal Messina nel 2005 e successivamente dal Verona, nel 2006 (in sostituzione a Massimo Ficcadenti), squadra con cui rimediò la retrocessione in Serie C1 dopo i play-out contro lo Spezia nella gara di ritorno, avvenimento che decreta la fine della sua avventura sulla panchina della squadra gialloblu.  Ma le occasioni non mancano per Ventura: viene ingaggiato dal Pisa nella stagione 2007/2008, periodo molto convincente che induce anche i nuovi proprietari della società toscana, subentrati  prima dell’inizio della stagione successiva, a riconfermarlo, andando incontro all’apprezzamento dei tifosi. La sua avventura al Pisa sarebbe dovuta durare fino al 2011, come da contratto, ma le quattro sconfitte consecutive rimediate nell’aprile 2009 inducono i piani alti a sottoporlo all’esonero.  Nuovo giro, nuova corsa, questa volta lo scenario è quello pugliese, più precisamente al Bari. Una prima stagione, quella del 2009/2010 ricca di soddisfazioni per Ventura, che è riuscito a dare alla squadra pugliese bel gioco e risultati che hanno permesso al Bari di chiudere il torneo con ben 50 punti e salvezza in tasca. La successiva stagione sembrava imitare la precedente, ma dopo la vittoria sulla Juventus e quella sul Brescia, cominciano le sconfitte che spingono la squadra biancorossa nel fondo della classifica di Serie A, più precisamente all’ultimo posto quando il Campionato era già giunto alla ventiquattresima giornata.  Decise umilmente di rassegnare le dimissioni, e grande fu la commozione quando ricevette i ringraziamenti per l’operato sulla panchina dei pugliesi, da parte di un giornalista.

Si chiama Torino la sua avventura: dall’inizio del Campionato 2011 è tecnico del club di Cairo. La squadra piemontese militava in Serie B e Ventura riuscì a riportarlo con una giornata di anticipo in Serie A. Nei recenti incontri contro il Cagliari ha sempre esternato la sua ammirazione per la squadra di Massimo Cellino.  Da quando è allenatore del Torino ha sfidato una volta il Cagliari, nella gara di andata del Campionato in corso (gara di esordio del duo Pulga-Lopez), uscendone perdente per una rete a zero, siglata da Nenè su rigore: apprezzabile le dichiarazioni con le quali ha commentato la vittoria della sua ex squadra come una vittoria non frutto di un saccheggio, ammettendo anche la prova sotto la media del suo Torino.

Nonostante il suo ritorno sulla panchina RossoBlu nel 2002 non sia stato costellato da successi, vige un rapporto di rispetto reciproco tra tifosi e Giampiero Ventura, che ha sempre affermato di aver trascorso anni felici a Cagliari, anche per quanto riguarda il rapporto che si era creato con il popolo isolano. L’ex tecnico RossoBlu è in procinto di affrontare il Cagliari in uno scenario ancora non ben definito, a causa della questione collegata allo Stadio Is Arenas, ma qualcosa di sicuro c’è: sia il Cagliari sia il Torino, distaccate di soli 3 punti in classifica, hanno bisogno di punti in ottica della permanenza in Serie A, ma sicuramente alla fine dell’incontro, che potrà anche essere acceso, basterà un sorriso e un saluto per far ricordare a tifosi RossoBlu, e allo stesso Ventura, la stima e la riconoscenza che caratterizzano il rapporto tra l’allenatore genovese e il popolo RossoBlu.

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