
Enzo Francescoli, leggenda del Cagliari, racconta il suo legame con la Sardegna e la squadra di Fabio Pisacane: dagli elogi a Daniel Maldini e Rodriguez alla sfida contro la Juventus
Enzo Francescoli non ha mai dimenticato il Cagliari e la Sardegna. L’ex attaccante uruguaiano, protagonista in rossoblù dal 1990 al 1993, ha ripercorso alcuni momenti della propria carriera, soffermandosi anche sull’attualità della formazione allenata da Fabio Pisacane. Tra ricordi, aneddoti e considerazioni sui protagonisti della Serie A, l’ex fantasista ha riservato parole importanti a Daniel Maldini, Juan Rodriguez e all’intero ambiente rossoblù.
Il rapporto tra Francescoli e la città di Cagliari è rimasto fortissimo anche dopo la conclusione della sua esperienza da calciatore. L’uruguaiano continua a frequentare l’isola per motivi familiari e ha già programmato un ritorno allo stadio.
«Torno ogni anno a Cagliari perché mio figlio Marco ha sposato una ragazza sarda e adesso ho anche una nipotina italiana, Bianca. La partita con la Juventus la vedrò alla televisione, ma tra marzo e aprile verrò a seguire la squadra di Pisacane allo stadio. Speriamo di vederli ancora così in alto. Mi vengono in mente Mazzone e la sua grinta: con me non si arrabbiava, ma era un martello, ci spingeva a non mollare mai. Però se ho scoperto il paradiso di Cagliari devo ringraziare soprattutto Ranieri. Claudio mi ha voluto e anche difeso all’inizio».
«Negli anni novanta, la Serie A era il sogno di qualsiasi giocatore. A Cagliari eravamo una colonia di uruguaiani: Herrera, Fonseca e io. In Sardegna mi sono sentito amato, ma all’inizio è stata dura in campo: al Marsiglia lottavo per i trofei, qui dovevo adattarmi a giocare per la salvezza».
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Francescoli sul Cagliari di Pisacane e la sfida con la Juventus
L’ex attaccante ha poi analizzato alcuni protagonisti dell’attuale Cagliari, soffermandosi soprattutto sul talento di Daniel Maldini e sulla presenza del connazionale Juan Rodriguez.
I «Rodriguez è uruguaiano e sull’isola porta bene. La cosa più bella è vedere un Maldini nel Cagliari. Daniel ha qualità e può continuare a segnare. Ho troppo rispetto per suo padre: Paolo, Baresi, gli olandesi… Quando andavi a San Siro era sempre tostissima con quei campioni».
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda la sfida tra Cagliari e Juventus. Francescoli non nasconde la fiducia nei confronti della formazione di Pisacane, reduce da un avvio di stagione particolarmente positivo. «Sento mio figlio soddisfatto e ottimista. Intanto puntiamo al bis contro la Juve dopo la vittoria di gennaio: certo che è possibile, perché no?».
L’uruguaiano ha espresso anche il proprio apprezzamento per Kenan Yildiz, individuandolo come uno dei talenti più interessanti del campionato italiano.
«Sì, bel giocatore il turco. Non a caso è il dieci della Juve: non è una maglia per tutti. Yildiz. Si vede che ha qualcosa di speciale. Conceiçao è sempre pericoloso con i suoi dribbling: prende in contropiede i difensori. E la Juve ha fatto bene a tenersi Nico Gonzalez, uno che attacca e difende».
Zidane, la Juventus sfiorata e i migliori della Serie A
Nel corso dell’intervista, Francescoli ha ricordato anche il rapporto speciale con Zinedine Zidane, che lo ha sempre considerato uno dei propri punti di riferimento calcistici.
«La prima volta lo avevo incontrato in Giappone e mi aveva confidato che avrebbe voluto chiamare il figlio come me. È un fatto che mi inorgoglisce, ci sentiamo ancora. Io l’idolo di Zizou e lui il mito di mio figlio. Sono riuscito a farli incontrare, che scena!».
LA JUVENTUS SFIORATA – «Per una mattina, nel 1987, di fatto sono stato della Juve. Giocavo nel Racing, a Parigi. L’Avvocato Agnelli mi invita nella sua casa nella capitale francese: “Francescoli, perché le piacerebbe giocare nella Juve?”. Gli racconto della mia famiglia, innamorata della Vecchia Signora. L’idea di sostituire Platini, il mio modello, e indossare la maglia bianconera era il massimo. Prima di uscire dalla casa, firmo un precontratto con la Juve, poi il Racing blocca tutto. Qualche anno prima ho sfiorato anche il Milan».
IL RICORDO DELLA SARDEGNA – «In Sardegna ho lasciato il cuore: l’affetto della gente, il mare, le giornate in spiaggia con la famiglia: esperienza fantastica».
Un legame, quello tra Enzo Francescoli e il Cagliari, che continua dunque a vivere anche a distanza di oltre trent’anni dalla sua ultima partita con la maglia rossoblù.