Calciomercato
Firicano: «Pisacane mi ha sorpreso, è un predestinato. Esposito? Sono dinamiche conosciute»

Aldo Firicano, ex giocatore rossoblù, ha parlato del Cagliari soffermandosi su Pisacane e tanto altro. Le dichiarazioni
In una lunga intervista concessa a L’Unione Sarda, Aldo Firicano ha analizzato l’attuale momento del Cagliari, soffermandosi anche sul caso Esposito e tanto altro. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni:
CAGLIARI – «Rimangono dei punti fermi molto positivi, a partire dall’allenatore che è un corpo unico con la società. Ma aspettiamo la fine del mercato, che deve ancora decollare: il Cagliari ha perso un giocatore forte come Gaetano, da qui a fine agosto possono succedere ancora tante cose. Le amichevoli lasciano il tempo che trovano, sarà il campionato a dire se la squadra è migliorata o no».
PROGETTO GIOVANI – «A Cagliari c’è un contesto che dà la possibilità di crescere, Palestra ne è un esempio. Ho visto che sono stati fatti degli acquisti giovani, alcuni da conoscere, però l’habitat naturale c’è e chi ha un po’ di talento può esprimersi al meglio».
MINA – «Credo di sì. È sempre stato il perno principale, ha dato solidità e attorno alle sue caratteristiche è stata costruita la difesa. Credo sia irrinunciabile, dal punto di vista tecnico e caratteriale. In una squadra giovane uno come lui, che non ha paura di niente, può trainare. La personalità di Mina è stata un fattore gli scorsi anni».
CASO ESPOSITO – «È un po’ una cattiva abitudine dei giocatori, appena fai un minimo bene, di chiedere l’adeguamento. Ma non è nulla di nuovo: è sempre successo e succederà sempre. Credo che troveranno un punto d’incontro, poi certo la situazione dà un bel po’ di fastidio».
COSA SERVE – «Soprattutto trovare un attaccante, anche giovane, che possa dare un contributo diventando una sorpresa: una punta che renda il Cagliari un po’ più imprevedibile, anche in base alle caratteristiche degli altri attaccanti. E poi mi pare scontato dover sostituire al meglio Gaetano».
PISACANE – «C’era un po’ di scetticismo, perché comunque era la sua prima esperienza in A e veniva dalla Primavera. Mi ha molto sorpreso, da allenatore non lo conoscevo. Credo sia un predestinato: ci sono degli ex giocatori che hanno questa dote. È sempre stato un leader e sa essere empatico. Poi trasmette il senso d’appartenenza: a Cagliari è fondamentale».