Dessena: «Sogno di chiudere la carriera a Cagliari»

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Tra presente e futuro, il capitano del Cagliari Daniele Dessena non nasconde sogni e ambizioni a tinte rossoblù

Alla soglia dei trent’anni Daniele Dessena è uno dei protagonisti del Cagliari di Rastelli. Il patron Giulini non si accontenta della salvezza e ora punta al decimo posto in classifica. Messaggio ricevuto dal classe ’87. «Dobbiamo provare ad alzare l’asticella. Stare nella parte sinistra della classifica è importante per il presidente e per tutti noi. Ci proviamo anche se prima di dire che siamo salvi è meglio aspettare il conforto della matematica», ha dichiarato il centrocampista emiliano sulle pagine de La Nuova Sardegna. Dal 2015 Dessena è il capitano del Cagliari. «È motivo di orgoglio, sento i brividi quando mi metto la fascia. Sono felice di svolgere questo ruolo. Ho imparato molto da chi lo ha fatto prima di me. Devi dare l’esempio, essere il primo a sacrificarti. Credo che serva anche un’altra qualità: essere umili. Io penso di averlo dimostrato».

CRESCITA DELLA SQUADRA – Contro il Crotone è arrivato il secondo successo in trasferta. Decisiva la perla di Borriello. «Marco è un calciatore di grande livello. Quella giocata non è casuale ma nelle sue corde. È arrivato a Cagliari e non si è messo sul piedistallo ma a disposizione del tecnico e della squadra. Ha dimostrato di essere un ragazzo umile, dal quale i nostri giovani devono prendere esempio». In questo Cagliari sta facendo grandi cose il giovanissimo Nicolò Barella. «È un ragazzo che sa ascoltare i consigli dell’allenatore e dei compagni più esperti. Si è ritagliato spazi importanti, ha la fiducia di tutti, deve andare avanti su questa strada. La stoffa c’è ma nel calcio sei sempre in discussione. Lui lo sa». Insomma, il futuro è dalla sua parte.

SOGNO ROSSOBLÙ – Una prima parentesi in rossoblù nella stagione 2009/10, poi il ritorno in Sardegna nel gennaio 2012. Il capitano non nasconde il sogno di chiudere la carriera sull’isola. «Non posso negare che sia così. Quando sono rientrato alla Sampdoria dopo la prima parentesi al Cagliari, ho fatto carte false per tornare. Stavo male, mi mancava la città, i tifosi, la gente che incontri per strada e ti incoraggia. Sono sensazioni che non vorrei vivere mai più. Qui sono felice».

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