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Cragno: «Abbiamo la testa solo alla salvezza. Su Mazzarri…»

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Il portiere del Cagliari Alessio Cragno ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla squadra rossoblù e al suo andamento

Alessio Cragno, portiere del Cagliari, si è raccontato in una lunga intervista rilasciata ai taccuini de La Gazzetta dello Sport.

FASCIA DA CAPITANO – «La fascia non l’ho tenuta… era in prestito. Va al legittimo pro- prietario, Joao Pedro, ma è stata una bellissima emozione che mi rende orgoglioso e felice. Dopo 7 anni, una moglie sarda e due figlie posso dire che c’è un legame affettivo con città e società».

CAMBIO DI MARCIA – «I primi veri segnali si sono avuti prima di Natale a Torino contro la Juventus: abbiamo perso, ma la prestazione c’è stata. Con l’Udinese, qualche giorno prima, avevamo fatto la peggior partita in assoluto. Ci siamo detti che non poteva continuare così. E infatti abbiamo messo una cattiveria nuova, siamo stati più a contatto con l’allenatore. Abbiamo in testa solo la salvezza e la strada è molto lunga, ma sappiamo che abbiamo preso quella giusta».

MAZZARRI – «Ha aggiunto qualcosa a livello tattico. Ma è uno che non si dà mai per vinto, cerca di tirar fuori il meglio da noi. Chiede più aggressività e attenzione sull’uomo».

GIOVANI ARRIVI – «Sono giocatori che le qualità le hanno sempre avute. Mettono la giusta cattiveria su ogni palla. Mi ha stupito più di tutti il difensore Lovato: è un valore aggiunto, un 2000 di grande personalità».

GASTON PEREIRO – «Ha una tecnica pazzesca, può far sempre la giocata decisiva e tirare fuori il coniglio dal cilindro. Io mi alleno a prendere i suoi tiri che non sono potentissimi».

JOAO PEDRO – «È un giocatore importante in generale. Ha personalità e qualità per poter dare una mano. Da tre anni va in doppia cifra».

NAZIONALE – «È il mio secondo obiettivo dopo la salvezza del Cagliari. Essere nel gruppo è bello, io ho sempre fatto il massimo per riuscire a starci».

CRITICHE – «Le critiche fanno parte di questo lavoro. Non mi condizionano, sono uno stimolo. A me interessa soprattutto il pensiero del preparatore Walter Bressan».

RADUNOVIC – «Un uomo fantastico. Se lo chiami la notte corre. Ma aggiungo: è un ottimo portiere e lo dimostra ogni giorno. Boris l’avevo incontrato quando era all’Avellino. Ha qualità, fisico e personalità».

SALVEZZA – «Ho in testa solo quello. E ho la fortuna di pensarci con una bella famiglia vicina. Noi calciatori siamo agevolati, avendo un buon reddito, nel fare i figli presto. E la famiglia per me è un punto fisso e fondamentale».

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