
Conferenza stampa Spalletti: il tecnico della Juventus è intervenuto alla vigilia del big match contro il Cagliari! Le dichiarazioni
Ci troviamo alla vigilia del big match Cagliari-Juventus! Appuntamento imperdibile domani, 11 ottobre, al teatro dell’Unipol Domus! La gara prenderà il via alle ore 20:45 ed è valevole per il 6° turno del campionato di Serie A 2026/27. Nel pomeriggio il tecnico Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa. Vi riportiamo le sue dichiarazioni riprese da JuventusNews24:
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TRE SETTIMANE DI SOSTA – «Sosta lunga. Ci sono dei pro e dei contro in tutte le cose ma è chiaro che poi la gestione viene fatta in un modo semplice: sosta lunga, si dà dei lunghi riposi per ripristinare alcune cose che succedono nelle partite ravvicinate. Accumulo di fatiche, accumulo di riposo, non c’è altra medicina. Si gestisce così, valutando bene le cose a livello individuale, personalizzando per gli elementi rimasti a disposizione».
COME HA RITROVATO I VARI NAZIONALI E ZHEGROVA TITOLARE – «Zhegrova è uno di quelli che ha cambiato la casacca negli ultimi due allenamenti tra i titolari. Guardo il minutaggio e le do un colpo di telefono…Son tornati tutti in condizione mentale giusta, hanno sviluppato bene gli allenamenti finali. Sono contento dell’attenzione, del ritmo, dello svolgimento di questi allenamenti. Abbiamo personalizzato un po’ di cose, un po’ di carichi, in base a quanto partite abbiamo fatto e quando li abbiamo ritrovati. Siamo contenti di avere a disposizione i calciatori di questo momento e soprattutto della condizione che hanno».
CAGLIARI – «A volte le statistiche bisogna saperle leggere, collocarle in qualcosa di reale altrimenti rimangono statistiche che ribaltano quanto succede nella realtà. Pisacane e Giulini si sono meritati i punti che hanno ma non la vittoria dello scorso anno, quella non se la sono meritata. Sarà una partita difficile, loro volutamente ti concedono un po’ di campo, ti invitano a fare la partita nella loro metà campo avendo calciatori che ribaltano bene l’azione, che palleggiano bene e ti annullano la riaggressione. Come è successo negli anni precedenti, riescono a far mettere in luce alcuni calciatori, quest’anno lo stan facendo con Daniel Maldini. Bisognerà essere molto bravi, molto decisi, molto vivi, intensi, se lasci loro spazio sanno come comportarsi».
CAMBIASO – «Ha sviluppato tutti gli allenamenti nella maniera corretta, fa parte di quelli lì. Sono contento dei calciatori che ho a disposizione. Non si possono evitare tutti gli ostacoli che ti capitano, le situazioni che ti succedono: non conta starli a evidenziare ma conta passarci attraverso. Tu trovi ostacoli, cose che ti succedono, ma stare a descrivere e parlarne è tempo perso. Siamo felici di chi abbiamo a disposizione e si va a giocare con quelli per provare a vincere la partita».
JUVE PIU’ AFFAMATA DEGLI AVVERSARI? – «Vogliamo migliorarci sempre, crescere sempre, imparare sempre. Chi smette di imparare spesso si ripete, chi vuole farlo cresce. Noi vogliamo trovare cose nuove. Non mi sembra che ci sia qualcosa di negativo in quello che è successo nelle ultime partite da dover per forza raggiungere quel livello che lei ha citato. Come l’ha chiamata? Fame? È sempre importante quella nel calcio, l’amore va tradotto nel rettangolo di gioco, trasferendo a chi hai intorno una serietà di comportamento, una ricerca sempre alta delle tue prestazioni, dei tuoi risultati. È una cosa che stiamo facendo. C’è sempre tempo, margine per acchiappare sempre qualcosa in più. Abbiamo spesso citato bene, strabene ma c’è sempre roba da prendere. Si pensa di essere a livelli ma l’anno dopo si dice ‘Quante cose dovremo ancora vedere?’. Ma siamo in un comportamento corretto, abbiamo vinto due partite dopo la sconfitta di Sassuolo non scontate da sviluppare così. Siamo dentro al percorso che dobbiamo fare».
KOLO MUANI – «Lo vogliamo lasciare libero nel suo modo di fare, lo stimoliamo ad avere comportamenti differenti al ruolo di prima punta. Bisogna andare a esplorare: il limite di un giocatore non è solo ciò che sa fare, ma ciò che non riesce a riconoscere e vedere. Lui ha facilità di corsa, ha qualità sull’esterno e prima punta centrale, ha qualità di essere bravo di testa, in acrobazia, nel girarsi su se stesso. Lo apprezziamo molto. Oltre ad andarlo a supportare nelle sue scelte cerchiamo di indicargli qualcosa di nuovo. È stato troppo prima punta, bisogna che si muova di più per le richieste che gli son state fatte».
ROMANO – «Penso che ciò che sta facendo è stato apprezzato anche perché è chiamato in Nazionale. Ma se devo fare complimenti preferisco farlo con i miei calciatori. Io ho un regista di grandissimo livello, perché di solito i registi bravi fanno diventare meno pazzo l’allenatore. Lui mi aiuta, ho Douglas Luiz, è generoso con gli altri. Sia come giocare con il pallone sia come essere, come persona».
CHI SOTTOVALUTA LA JUVE – «Non ce ne frega proprio niente…Non ci sarà mai tregua per chi ha fatto la nostra scelta. La Juventus sarà sempre condannata a vincere. Siamo noi che alziamo l’asticella del nostro mirino. Sappiamo di poter stare dentro quel gruppo, poi c’è che ci cita per lo Scudetto, chi obbligatoriamente da un’altra parte. Ma siamo noi che abbiamo ambizioni forti e sappiamo di vivere questo momento di vita, non ce lo facciamo indicare da nessuno».
NICO GONZALEZ – «Ci sono calciatori che ti fan vedere questa caratteristica che hanno, hanno lo sguardo di persone decise che non si fanno determinare il futuro da altri. Vogliono realizzare il massimo, lui fa vedere di essere intenso in tutto quello che fa. Ha lo sguardo intenso, deciso, definito, per certi versi speciale. Ti indica subito la strada che quel percorrere, sia che riguardi un avversario o un allenatore. Ha questo sopracciglio tagliato, sguardo profondo».
KOOPMEINERS – «Lui sa fare più cose, ha visione di gioco, lancio improvviso. Ti mette a contatto con lo spazio, ha occhiali tridimensionali che gli fan vedere oltre la barriera. Ha un piede che dà ritmo alla palla, dà indicazioni sulla ricerca per il gol. Noi in difesa abbiamo Lucumì che sta facendo benissimo, abbiamo Kelly che ha un percorso positivo con noi alle spalle. Koop è un regista basso, che sa far girare la squadra, che sa prenderla per mano. Probabilmente avrà anche sbagliato qualcosa ma mi aspetto sempre che possa far vedere il suo valore. Non ho perso la fiducia nel vedere Koopmeiners che gestisce il gioco della Juventus».
SARR – «È quella via di mezzo del mediano, ha tratto corto, ma con i suoi inserimenti macina roba. Ha tempi corretti, assomiglia di più a McKennie. Copre spazio, potrebbe essere uno di quelli lì che ha cambiato casacca».