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Come sportivi professionisti: il poker si fa sport

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Parlare di poker oggi equivale a parlare di uno sport professionale. La cosa può sembrare strana, poiché la prima associazione che salta in mente potrebbe essere quella con il gioco d’azzardo, ma oggi le cose stanno diversamente: il poker infatti si è distinto da tutti gli altri giochi di carte per la sua componente strategica e per i suoi elementi costitutivi, di cui il fattore casuale è soltanto uno dei tanti.

Se il poker cambia statuto, si può guardare diversamente anche ai pokeristi, adesso figure sportive a tutti gli effetti, con la loro preparazione e le loro abilità uniche, tutte da mettere in campo nei più grandi tornei.

Le abilità fondamentali del pokerista

Ogni sport ha i suoi talenti: il poker non è da meno. Il buon pokerista deve possedere delle abilità specifiche, da affinare durante lunghe sessioni di allenamento. Leggendo su bookmakersaams.eu la recensione di newgioco sulle più recenti piattaforme, si possono trovare tutte quelle informazioni utili alla formazione del pokerista per migliorare alcune capacità che altrimenti sarebbero difficili da padroneggiare.

Tra le abilità del pokerista professionista spicca certamente una buona capacità di calcolo: valutando una partita e dunque un torneo di poker sotto il punto di vista matematico, si deduce che, tra calcolo delle probabilità, odd e odds inverse, non tutto l’esito è determinato esclusivamente dal caso. Proprio perché è possibile immaginare in anticipo quali carte usciranno sul board o quale mano d’apertura sia toccata agli avversari, il poker cessa di essere un gioco d’azzardo, ma diventa uno sport in cui il talento matematico dei giocatori è elemento cruciale per la corretta riuscita della partita.

Non bisogna dimenticare tuttavia che anche gli avversari utilizzano le loro competenze al tavolo verde: è possibile dunque dissimulare e far credere loro cose non vere affinando la propria capacità di deception. Interviene qui uno dei concetti più famosi del poker, ossia il bluff, che per alcuni è quasi una forma d’arte, pensata proprio per far credere agli avversari di possedere alcune carte piuttosto che quelle effettivamente in mano. Il senso, ovviamente, è quello di attaccare direttamente la capacità di calcolo degli altri pokeristi, portandoli a valutazioni errate e dunque compromettendo la loro partita.

La disciplina nel poker sportivo

Un aspetto che spesso viene sottovalutato è la forte dose di disciplina necessaria al pokerista per giocare correttamente una partita. Non a caso, il buon giocatore di poker deve essere in grado di dominare le sue emozioni, così da restare sempre lucido e razionale, e non perdere il controllo rischiando il cosiddetto “tilt”. Il pericolo è quello di cadere facile preda di bluff avversari o di svelare ingenuamente i propri tranelli, che gli altri pokeristi potranno dunque aggirare con estrema semplicità.

Una buona preparazione inoltre deve guardare anche al corpo: il pokerista iscritto a un torneo, nella migliore delle ipotesi, dovrà stare seduto al tavolo verde per ore, durante le quali deve mantenere il perfetto controllo del proprio corpo, senza lasciarsi andare a tic o movimenti nervosi che possano finire per compromettere la partita in corso. Anche in virtù dell’allenamento fisico e mentale cui si sottopone il pokerista, è chiaro che il poker non può più essere considerato un gioco dominato dal caso: le abilità dei singoli giocatori fanno effettivamente la differenza.

I tornei di poker

Le abilità dei pokeristi entrano tutte in campo nei più grandi tornei. Di solito, la variante utilizzata è il Texas Hold’Em, ma esistono tornei di poker che sfruttano anche altre regole, come quelle dell’Omaha, il Razz e il 7 card stud. Indipendentemente dalla variante utilizzata, il torneo di poker spesso segue la formula del Sit‘n’go, in cui i partecipanti variano da 6 a 9, o in cui è possibile giocare con più tavoli da 9. A ogni giocatore è affidato lo stesso numero di fiches: finire le fiches equivale all’eliminazione dal torneo.

Una variante è costituita infine dai tornei multitavolo, in cui i giocatori si siedono a rotazione a tavoli diversi: nuovamente, alla quota di iscrizione equivale per tutti i pokeristi lo stesso numero di fiches. Al termine delle partite, viene stilata una classifica secondo cui vengono divisi i montepremi tra i giocatori.

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