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Editoriale

Chiesa shock: Juve e Nazionale, ecco come sostituirlo

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Il responso degli esami ha stroncato la stagione di Chiesa, per la Juve e la Nazionale si apre il capitolo della sostituzione

Un risveglio pessimo quello di Federico Chiesa. Gli esami strumentali di ieri mattina al J Medical hanno fornito la risposta più temuta e più drammatica. Lesione del legamento crociato anteriore e stagione di fatto terminata con larghissimo anticipo.

Una mazzata per l’ala bianconera, il cui status nazionale e internazionale è stato testimoniato dai numerosi messaggi di sostegno ricevuti, anche e soprattutto dai club rivali. Segnale di sportività, ma anche riconoscimento per il valore assoluto del ragazzo, patrimonio indiscutibile del calcio italiano.

Purtroppo, però, c’è da guardare avanti e ragionare su come sostituire un giocatore che per caratteristiche tecniche e atletiche si fa davvero fatica a rimpiazzare. In particolare per l’appuntamento clou del 2022 azzurro, ovvero gli spareggi di qualificazione al Mondiale in Qatar con lo spauracchio Portogallo che mette non poca apprensione.

Già durante i trionfali Euro 2020, Roberto Mancini aveva più volte ricorso a Mimmo Berardi, talvolta anche relegando Chiesa inizialmente in panchina. E la stagione dell’attaccante del Sassuolo sin qui giustificherebbe eccome la pole position per una maglia da titolare nel tridente.

Ci sarebbe poi chiaramente anche l’opzione Federico Bernardeschi, più tattica e di rifinitura rispetto al neroverde, ma il vero jolly che può scompaginare i piani è un altro. No, non è Mario Balotelli, bensì uno tra i più luminosi talenti del nostro panorama, ovvero Nicolò Zaniolo.

Il pieno recupero del giallorosso prosegue tra alti e bassi, probabilmente naturali dopo la lunga assenza forzata. Ma non c’è dubbio che la sua crescita sul piano della condizione atletica e della consapevolezza possa essere il trampolino di lancio per proporre l’autorevole candidatura.

E un profilo simile al Golden Boy azzurro è quello di Dejan Kulusevski. In chiave Juve, considerando che sul mercato sarà improbabile, per costi e opportunità, reperire un sostituto di Chiesa a un livello simile, perché non tentare di valorizzare lo svedese? L’esborso messo sul piatto per strapparlo all’Atalanta meriterebbe maggiore considerazione e questi sei mesi aprono le porte dell’opportunità.

L’occasione per Kulu nel trovare finalmente continuità e l’occasione per il club bianconero di capire una volta per tutte se il ragazzo ha la stoffa per diventare un giocatore cardine o se derubricarlo definitivamente a merce di scambio e investimento, l’ennesimo, discutibile.

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