Caprile: «Questo gruppo genera felicità. I sogni sono belli»
Hanno Detto

Caprile esalta il momento rossoblù: «Questo gruppo genera felicità. I sogni sono belli, ma pensiamo alla salvezza»

Caprile ha raccontato il grande avvio di stagione della squadra di Pisacane, il rapporto con il tecnico, la forza del gruppo e la mentalità nelle prime cinque

Dodici punti in cinque partite, quattro vittorie e una sola sconfitta. Il Cagliari si gode un avvio di stagione da protagonista, con la miglior difesa del campionato e un gruppo che ha trovato rapidamente identità sotto la guida di Fabio Pisacane. A raccontare il momento dei rossoblù è Elia Caprile, il portiere diventato uno dei simboli della squadra grazie alle sue parate e alla sua leadership.

In un’intervista concessa al Corriere dello Sport, l’estremo difensore ha parlato della forza mentale del gruppo, dell’entusiasmo della piazza e della necessità di mantenere equilibrio senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo. Ecco le sue considerazioni sulla stagione in corso da parte dei sardi.

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Caprile racconta il momento rossoblù: le sue parole sul Cagliari

ENTUSIASMO – «Che bello. E che belli sono i sogni. Pisacane dopo la vittoria di Udine ci ha ricordato che il calcio può anche migliorare la vita delle persone. Sabato abbiamo donato felicità. Però dobbiamo ricordarci che la missione è arrivare alla salvezza il prima possibile. Soltanto dopo possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni».

OBIETTIVO – «La nostra gente merita questo e molto altro. Però merita anche la nostra dedizione totale alla causa, cioè alla salvezza, senza voli pindarici».

NUMERI – «I numeri contano il giusto. Per me sono uno stimolo a migliorare. Credetemi, ogni mattina mi alzo dal letto non solo per diventare un portiere migliore, ma anche una persona migliore, un padre migliore».

PISACANE – «Con lui ho un rapporto splendido. Come tanti tecnici giovani è molto preparato sul rapporto umano. Studia, migliora, ci coccola e al tempo stesso ci bastona. La fiducia è la sua chiave per costruire sintonie».

COMPAGNI – «Abbiamo un giusto mix tra giovani ed esperti. Romano è tanto forte e sa quello che vuole, è il simbolo di ciò che possiamo e vogliamo diventare. Ma penso anche al capitano Deiola, quello che più di tutti da cagliaritano sa cosa significhi giocare per la propria squadra del cuore, a Mina, un grande leader, e a Winks, che ha giocato la finale di Champions col Tottenham».

FUTURO – «Perché no? Tutte loro si sono basate sulla programmazione e sul portare avanti un progetto negli anni con lo stesso allenatore, dandogli fiducia anche nei momenti di difficoltà come accaduto qui a Cagliari l’anno scorso. È per questo che restiamo in guardia».

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