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Cagliari, Canzi: «Zenga grande motivatore. Novità tattiche? Difficile dirlo»

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Max Canzi, vice di Zenga, parla delle prime impressioni sul tecnico del Cagliari: «E’ molto empatico, sempre presente e parla cinque lingue»

In un periodo con tante incognite e poche certezze, in casa Cagliari si pensa a ciò che verrà. Anche perchè la nuova coppia Zenga-Canzi ha avuto pochissimo tempo per conoscere la squadra. E, viceversa: ad oggi è difficile ipotizzare il Cagliari che sarà. A chiarire un po’ qualche dubbio ci ha pensato lo stesso Max Canzi, che ha fatto il salto dalla guida della Primavera alla prima squadra. Un anello di congiunzione tra l’ambiente rossoblu ed il nuovo allenatore: «Sono qui da sei anni, proverò a far capire al mister il nostro ambiente. Di lui mi ha colpito molto il modo di stare in campo: è molto presente, molto al centro dell’allenamento. E poi c’è una cosa che va subito all’occhio: è l’unico allenatore italiano che ha lavorato in otto nazioni e parla perfettamente cinque lingue. Lo vedi passare dallo spagnolo con Nandez all’inglese con Klavan per poi chiacchierare in rumeno con Ionita», ha detto Canzi al Corriere dello Sport.

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IL CAGLIARI DI ZENGA – «Alla ripresa, se ci sarà, avremo un nuovo mini-campionato di tredici partite. Quale può essere l’arma del Cagliari? L’aspetto mentale e motivazionale saranno fondamentali, ma in questo Zenga è un grande esperto: è molto impattante ed empatico. Novità tattiche? Abbiamo avuto davvero pochi allenamenti a disposizione, è difficile dire che Cagliari sarà. Quantomeno, la sosta ci permetterà di recuperare qualche acciaccato».

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