Cagliari, tra assenze e passi falsi: il bilancio delle ultime quattro gare

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Il Cagliari esce malconcio dalle quattro gare che secondo Rastelli avrebbero dato una fisionomia ben definita alla classifica e permesso di fare il punto della situazione. Latina, Pescara, Cesena, Novara. L’agevole successo in terra pontina e l’importante quanto faticosa vittoria contro il Pescara. Tredici punti in più della terza, ambiente euforico. La Serie A, espressione tra le più ripetute negli ultimi mesi, era sulla bocca di tutti. Il pericolo era quello di abbassare la concentrazione e Rastelli lo aveva subito fiutato, cercando di tenere i piedi dei suoi ben saldi al terreno. La trasferta di Cesena ha mostrato che il tecnico rossoblù non è riuscito nel suo intento, con i rossoblù visibilmente poco concentrati in virtù di un +13 in classifica che dava tanta, troppa sicurezza. Le assenze non hanno di certo favorito i sardi, che si sono presentati al Manuzzi privi di CeppitelliTelloCapuanoDi Gennaro. Più Munari, uscito per infortunio a meno di 20’ dal fischio d’inizio. Un Cagliari superficiale e sempre in ritardo sui palloni ha ceduto ad un Cesena agguerrito e voglioso di continuare la scalata della classifica con uno sgambetto alla regina del torneo. Sul banco degli imputati è finito anche Rastelli: ai limiti del comprensibile la scelta di varare un così folto turn over, considerando che i rossoblù erano impegnati in casa della quarta in classifica, seconda per rendimento interno, e che poi avrebbero avuto la più agevole gara casalinga contro il Novara. «Senza una determinazione pari a quella degli avversari il fattore tecnico non emerge», Rastelli ad inizio stagione non perdeva occasione di ripeterlo. E così è stato anche a Cesena. Un errore di percorso, nulla di grave, se non fosse che i sardi sul terreno del Manuzzi hanno perso altri pezzi: gli squalificati Cinelli e Murru e l’infortunato Munari, più il terzo portiere Colombo, espulso dalla panchina. L’unica nota lieta era stata il pareggio del Pescara, che aveva ridotto di un solo punto il vantaggio dei rossoblù sulla terza.

 

Solo tre giorni per preparare la gara del Sant’Elia contro il Novara, senza nove effettivi, di cui cinque centrocampisti. Ben cinque Primavera (più Colombatto) aggregati alla squadra di Rastelli, che in conferenza stampa era stato più che franco: «Il momento è quello in cui bisogna reggere botta e ottenere il massimo in attesa di recuperare piano piano tutti». Stringere i denti e cercare di accaparrare il massimo, in attesa di superare l’emergenza. Ed il Cagliari, seppur visibilmente in difficoltà ed inizialmente impaurito, è sceso in campo con quella mentalità. Assenze importanti, quella di Ceppitelli al centro della difesa e di Di Gennaro e Munari a centrocampo. Ma i rossoblù, pur con la consapevolezza di non poter splendere, hanno cercato di tenere duro, dando a tratti l’impressione di poter creare trame offensive degne di nota e poter fare male. Poi l’espulsione, ingenua, di Fossati ed il cambio di modulo, con Melchiorri spostato ad esterno di centrocampo e Sau unica (ed isolata) punta. Il Novara ha preso ancora più coraggio ed ha affondato con Gonzalez. Di lì in poi è stato difficile rimettere in parità il risultato. Una sconfitta dolorosa, la prima in casa in questo campionato. Un alibi consistente, quello delle tante assenze e di alcuni giocatori costretti a sacrificarsi in ruoli non loro. Di certo, rispetto a Cesena, i giocatori hanno mostrato determinazione e voglia di rivincita, anche nei piccoli gesti: Joao Pedro che perde palla e rincorre l’avversario per strappargliela dai piedi e far ripartire l’azione, Balzano che macina chilometri sulla destra non risparmiando una goccia di sudore fino al 94’, Melchiorri che spesso è in difesa per dare una mano in copertura, per fare qualche esempio. Piccoli ma importanti segnali di ripresa dopo l’anonima prestazione di Cesena.

 

La Serie B è un campionato lungo e logorante, che nasconde insidie dietro ogni gara. Un campionato in cui «si deve pensare partita per partita», altra frase che Rastelli tende a ripetere spesso. Per cui testa al Trapani: il Cagliari deve lasciarsi alle spalle le ultime due gare e tornare in sella all’altalena del campionato di Serie B e, nell’attesa di tornare al completo, reggere botta ed ottenere il massimo.

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