L’ex Sivakov: «Quel Cagliari era fortissimo, Nainggolan e Conti…»

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L’ex Cagliari Mikhail Sivakov ripercorre l’esperienza in rossoblù: appena 3 presenze ma tanti ricordi per l’ex promessa del calcio bielorusso, ora al Zorja Luhans’k

E’ arrivato in uno dei campionati più importanti del mondo troppo presto, questo forse il rammarico più grande di Mikhail Sivakov. Il centrocampista bielorusso approdò al Cagliari nl gennaio 2009 riuscendo a racimolare appena una presenza. Poi lo scambio di prestiti con Nainggolan: il belga-indonesiano in Sardegna, il bielorusso al Piacenza, in Serie B. In cadetteria collezionò 15 presenze e 2 reti, numeri che non bastarono per tornare al Cagliari dalla porta principale. Prima Bisoli, poi Donadoni non riposero in lui grande fiducia e chiuse l’esperienza rossoblù con appena 2 presenze nel 2010/11.

Seguirono varie esperienze più o meno fruttuose, tra le quali il ritorno al BATE Borisov. Oggi Sivakov gioca nel Zorja Luhans’k, attualmente terza forza del campionato ucraino e partecipante all’Europa League nel Gruppo A, contro avversari del calibro di Manchester United, Fenerbahce e Feyenoord.

L’IMPATTO CON LA SERIE A – Intervistato da gianlucadimarzio.com, l’ex promessa del calcio bielorusso ha ricordato i tempi di Cagliari con tangibile entusiasmo e qualche rimpianto: «La serie A è un campionato top a livello mondiale ed era il mio grande sogno. Quando si fece avanti il Cagliari non ci pensai due volte. C’era anche il Torino e alcune squadre di Bundesliga fortemente interessate a me, ma volevano aspettare la scadenza del contratto. Il Cagliari allora pagò il cartellino e mi prese a gennaio, bruciando la concorrenza. Il primo anno è stata molto dura perché non conoscevo la lingua ed ero molto giovane, non riuscivo a comunicare neanche per le cose fondamentali, figuriamoci per richieste tecniche e tattiche di Allegri, anche se Mi bastarono pochi allenamenti e poche partite per capire che si trattava di un grande allenatore e che presto sarebbe arrivato in un top club. Aveva ottime idee e le condivis da subito. E in effetti dopo neanche un anno andò ad allenare il Milan».

CONCORRENZA ROSSOBLU’ – «Ho sempre dato il cento per cento negli allenamenti, ho cercato di rigare dritto e fare quello che diceva l’allenatore. Ma quando arrivava il momento di scegliere la formazione non ero mai tra i titolari. Sarò onesto, in quel momento avevo davanti compagni più forti e più in forma come Daniele Conti e Radja Nainggolan. Biondini e Lazzari, poi, erano al top della loro carriera. Il Cagliari di Allegri era una squadra fortissima, a centrocampo aveva due mostri come Nainggolan e Conti. Loro sono due dei giocatori più forti in assoluto con il quale ho giocato. Daniele era il capitano ma anche leader tecnico e da lui ho imparato tanto. Poi è una persona stupenda. Per Radja la carriera che ha fatto basta a far capire di chi parliamo. Tecnica, forza fisica e personalità, anche nella Roma sta dimostrando di essere un top-player assoluto.Il terzo è Aleksander Hleb, il migliore di tutti i tempi in Bielorussia».

NOSTALGIA – «Mi sono innamorato dell’Italia e quando ci penso mi sento triste. Non c’era una cosa che non mi piacesse, dalle persone, alla cucina, al clima. Poi mi manca il calcio italiano e il calore delle sue tifoserie. Tutti gli anni quando sono in ferie vado a Cagliari che mi è rimasta nel cuore».

 

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