Cagliari, si riparte: che stagione attende i rossoblu?

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Passata la sbornia per il ritorno in Serie A dopo un solo anno di purgatorio e terminate le vacanze, prende ufficialmente il via la nuova stagione del Cagliari. I rossoblu si ritroveranno in tarda mattinata in un albergo di San Donato Milanese, per poi partire alla volta di Pejo, sede del ritiro che ospiterà la squadra fino al 21 luglio. Da oggi, dunque, si comincia a fare sul serio: centrato l’obiettivo del ritorno in Serie A, a Massimo Rastelli è affidato ora il compito di condurre il Cagliari verso la permanenza in quella massima serie che per varie e ovvie ragioni rappresenta l’habitat naturale del club rossoblu.

 

CAMBIO DI ROTTA – Ma quale stagione attende il Cagliari che si riaffaccia nel massimo campionato dopo undici anni consecutivi di Serie A culminati con una dolorosa retrocessione? Se è vero che mercato e obiettivi viaggiano a braccetto, il primo elemento imprescindibile per il raggiungimento dei secondi, i primi segnali sono certamente incoraggianti. Per quanto riguarda il mercato, il cambio di rotta voluto dal presidente Giulini è evidente: il patron rossoblu pare aver imparato la lezione di due anni fa, quando una squadra costituita da tanti giovani e promesse non riuscì a rispettare le attese, condannando il Cagliari a una stagione di illusioni, sofferenze e inevitabilmente conclusasi con la retrocessione. I primi affari conclusi dal ds Capozucca segnano in questo senso una rottura netta rispetto al passato: lungi dall’essere terminato, il mercato ha finora consegnato a Rastelli nomi di ben altro spessore. Gli arrivi di Bruno AlvesPadoin Ionita rappresentano una massiccia iniezione di esperienza, carisma e mentalità, un solco tracciato anche in vista di ulteriori rinforzi, stando alle ultime indiscrezioni che vorrebbero Maicon nel mirino rossoblu per la corsia destra e senza abbandonare la pista Rincon per il centrocampo nonostante le parole di Preziosi.

 

LE AMBIZIONI – Sul piano degli obiettivi, nel mirino del Cagliari che si appresta a riprendere la preparazione c’è in primo luogo la salvezza, possibilmente evitando inutili patemi e magari facendo divertire il pubblico rossoblu abituatosi, soprattutto al Sant’Elia, a una stagione di trionfi. Un obiettivo che, date le premesse, potrebbe essere ampiamente alla portata, ma che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare il punto di partenza per un progetto a lungo termine che nutre ben altre ambizioni e che viaggia di pari passo con la realizzazione della nuova casa rossoblu. Quello che partirà tra poco più di un mese dovrebbe essere l’ultimo campionato al Sant’Elia, e con l’inaugurazione del nuovo stadio agli albori del 2019 – con gli dovuti scongiuri – in casa Cagliari si pensa a una squadra che per allora possa cullare sogni europei. Dopo l’arrivo di Artur Ionita, è stato lo stesso ds Capozucca ad uscire allo scoperto, confermando le intenzioni del presidente Giulini, che a sua volta già dopo la fine del campionato cadetto si era lasciato sfuggire parole che hanno stuzzicato la fantasia dei tifosi. 

 

SUL CAMPO – Come sempre, sarà poi il terreno di gioco a dire se le parole saranno seguite dai fatti. In attesa delle indicazioni che arriveranno dal ritiro, l’impressione che arriva proprio dal mercato è che sul campo potrebbero esserci grosse novità nello scacchiere tattico di Rastelli. Il tecnico potrebbe optare per la scelta di un nuovo modulo, abbandonando il vecchio e collaudato 4-3-1-2 – che i rossoblu si portano ormai dietro dall’arrivo di Ballardini nel 2008 come un marchio di fabbrica – in favore del 3-5-2, sistema apprezzato e già sperimentato dall’allenatore nelle sue precedenti esperienze in panchina. I primi arrivi sembrano essere funzionali ad un cambiamento radicale di questo tipo, anche se dal mercato sarebbe necessario l’arrivo di due esterni e almeno un altro centrocampista e molto dipenderà dalle risposte che il gruppo darà durante il ritiro. Le premesse insomma ci sono tutte, la parola ora passa al campo. 

 

 

 

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