Cagliari, serve un vero leader

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Il momento negativo del Cagliari si può spiegare anche con l’assenza di un vero leader dentro lo spogliatoio: Ceppitelli riuscirà ad imporsi come capitano?

Le partenze di Marco Sau e Daniele Dessena hanno chiuso un’era. Il Cagliari è dovuto ripartire in questo mercato di gennaio anche all’interno dello spogliatoio, dove il capitano è ufficialmente diventato Luca Ceppitelli. Il centrale rossoblù aveva indossato la fascia già nella scorsa stagione e in gran parte delle gare di questa, dal momento che Sau, Dessena (e Cossu) difficilmente mettevano piede in campo dal 1’. Il 23 – in Sardegna dall’estate del 2014 – ha scalato presto le gerarchie, ma ora dovrà essere bravo ad imporsi come un vero e proprio leader e capitano. L’assenza di una figura carismatica alla Lopez o alla Conti all’interno dello spogliatoio può spiegare in parte i problemi del Cagliari, anche se ovviamente la crisi dell’ultimo periodo affonda radici anche in altre ragioni, tecniche e tattiche. Dessena e Sau erano gli ultimi superstiti di quella squadra che insegnava ai nuovi arrivati il significato di vestire la maglia rossoblù. In un mercato che ha visto tanti giocatori arrivare e altrettanti partire, è indiscutibile che questo sia un aspetto fondamentale per trasmette determinati valori ai vari Birsa, Pellegrini, Thereau e Cacciatore.

LEADER – Ogni squadra ha bisogno di un leader. Il Cagliari ce l’ha? La scelta di confermare Ceppitelli capitano, rispettando quindi le precedenti gerarchie, dimostra che la società crede nel suo difensore, responsabilizzato e chiamato a fare un ulteriore salto di qualità dal punto di vista del carattere e della personalità. Mostrare amore per i colori, sudare e onorare la maglia: tutte frasi fatte che però separano un buon capitano e leader da un giocatore come gli altri. Nicolò Barella sarebbe stato forse più rappresentativo – mediaticamente e tecnicamente – ma sarebbe stato giusto caricare di ulteriori responsabilità il miglior giocatore della squadra che ha compiuto 22 anni una settimana fa? Inoltre difficilmente resterà anche per la prossima stagione: troppo forte il richiamo delle big, anche se a gennaio ha fatto una scelta importante restando a Cagliari. Barella è e resta il vice-capitano, uno dei tre sardi dello squadra insieme a Deiola e Aresti, e ciò significa che è comunque chiamato a fare la sua parte. Il terzo capitano per gerarchie è Joao Pedro, che si è visto sorpassare proprio da Ceppitelli e Barella dopo la squalifica per doping. Il brasiliano dopo un momento di appannamento sembra essere tornato parzialmente in sé e come gli altri due è chiamato a dare il suo contributo dentro (mancano i suoi gol) e fuori dal campo. Non ci sono più le bandiere del calcio di una volta, ma per uscire fuori dai guai è necessario che i nuovi leader e capitani del Cagliari prendano atto del loro nuovo ruolo per rimettere sui giusti binari la stagione rossoblù.