Cagliari, chi si rivede: il ritorno di Victor Ibarbo

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Due anni dopo Victor Ibarbo ritorna a Cagliari. Ecco come potrebbe utilizzarlo mister Rastelli nello scacchiere rossoblù di questa stagione

A volte ritornano. Victor Ibarbo, esattamente due anni dopo, torna a Cagliari. Incredibile come dal quel gennaio 2015 le cose siano cambiate. Il colombiano – considerato da tutti un diamante grezzo in attesa della consacrazione – lasciava la Sardegna per provare il grande salto con la Roma, lasciando la squadra all’inesorabile destino della retrocessione. Oggi i rossoblù sono tornati in Serie A e navigano in acque tranquille, a +14 dalla retrocessione. Ibarbo, invece, ha girato cinque squadre in due anni: Cagliari, Roma, Watford, Atletico Nacional, Panathinaikos e di nuovo Cagliari. Il cerchio si è chiuso e il diamante grezzo è rimasto tale, anzi ha perso valore. In questi due anni di assenza ha segnato appena sei reti: 3 con l’Ateltico Nacional e 3 con il Panathinikos, tra l’altro tutte in Europa League. Esperienze poche fortunate, anche se il suo girovagare tra Italia, Inghilterra, Colombia e Grecia ha fruttato 8,5 milioni di euro alle casse del club di Giulini e potrebbe fruttarne altri qualora dovesse far rivedere in Sardegna le qualità ammirate tra il 2011 e il 2015. Velocità, corsa e dribbling, nuovamente a disposizione del Cagliari che in questi sei proverà a far ritrovare ad Ibarbo lo smalto perduto.

IN CAMPO – Senza Giannetti (ceduto in prestito allo Spezia) e Melchiorri (infortunato fino al termine della stagione), Massimo Rastelli si ritrova tra le mani un attaccante con caratteristiche completamente diverse agli altri. Nel 4-3-1-2 di base del tecnico, Ibarbo troverebbe posto come seconda punta, magari in coppia con Borriello, pronto ad attaccare la profondità sulle sponde del capocannoniere della squadra che solitamente viene incontro al pallone. Si potrebbe riformare anche la coppia con Sau, che tanto bene ha fatto nelle precedenti stagioni in rossoblù. Nel 2017, però, Rastelli sta sperimentando nuovi moduli. Nel 4-4-2 pronto a diventare un 4-5-1, potrebbe giocare tra attacco e centrocampo, portando al cambio modulo a seconda della situazione di gioco, ma anche come esterno di centrocampo puro, ricoprendo di fatto il lavoro fatto a Milano e a Roma da Isla. Nel 4-2-3-1 visto contro il Bologna, invece potrebbe tranquillamente ricoprire la posizione di esterno destro, formando con Joao Pedro e Farias (o Sau) un tridente di mezzepunte pronte a sostenere Borriello. Difficilmente troverà spazio dall’inizio, ma nel corso della sua carriera cagliaritana ha spesso dimostrato di poter essere determinante anche dalla panchina.