Cagliari, Rastelli: «La prestazione di Bari degno suggello alla nostra stagione»

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Fresco di promozione in Serie A al timone del Cagliari, Massimo Rastelli si gode il momento ma tiene ancora alta la concentrazione per le due partite che restano da qui alla fine del campionato. Intervenuto alla trasmissione “Il Cagliari in diretta” su Radiolina, il tecnico rossoblù ha raccontato le sue sensazioni ora che il principale obiettivo stagionale è stato raggiunto.
Non mancano gli elogi alla squadra e la soddisfazione, ma anche qualche puntino sulle i. Queste le parole di Rastelli: «I ragazzi meritavano di raggiungere la Serie A attraverso una bella prestazione. La squadra ha mostrato una forza straripante per gran parte del campionato, peccato per la fase di flessione ma forse la vittoria finale risulta ancora più bella. In Serie A ci sono più soste, la Serie B invece si compone di due tronconi in cui devi giocare senza respiro, è un campionato logorante. Conosco le insidie di questa categoria, è stato fondamentale fare i primi nove mesi al massimo della velocità. Tanti momenti di questa stagione rimarranno impressi nella mia mente. La chiamata del presidente innanzi tutto, mi si è presentata l’occasione della mia vita e la possibilità di rappresentare una delle realtà più importanti in Italia. C’è poi la responsabilità di rappresentare un intero popolo, siamo tutti felici perché la gente ha la possibilità di esultare. Nel girone di ritorno siamo stati bravi a trovare dei guizzi per cambiare gare difficili, mi vengono in mente la partita casalinga col Pescara e quella esterna di Modena. Il vero Cagliari si è visto a Bari ma anche in altre occasioni, ovviamente il sogno sarebbe vedere la squadra sempre così ma è difficile. Quando trovi squadre che si chiudono fatichi a creare bel gioco, lo abbiamo fatto solo dopo aver sbloccato le varie partite. A inizio stagione sapevamo che ci saremmo trovati di fronte squadre chiuse, abbiamo studiato le strategie per limitare i contropiede e tenere la linea difensiva alta. Le critiche? Alcune faccio fatica a spiegarmele, fino a marzo abbiamo fatto numeri fantastici e partite molto belle; mi resta difficile pensare che ci siano persone così incontentabili, forse qualche critica arriva per partito preso. Non mi sono mai lamentato dei fischi a fine partita, un professionista raccoglie serenamente sia applausi che fischi, le critiche che mi hanno dato fastidio sono altre. In genere leggo il meno possibile per potermi isolare e fare le mie valutazioni, ma ovviamente qualcosa filtra e sentir dire che questa squadra gioca male è doloroso. C’è tanto lavoro dietro e io so che tutti diamo il massimo, poi ovviamente qualche partita brutta c’è stata ma è normale in un campionato lungo. La frenata della squadra naturalmente ha amplificato tutto ciò. La partita con la Salernitana? Vogliamo i tre punti, non penso alla gara di andata. Poi i ragazzi vedranno loro cosa fare in caso di gol».

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