Cagliari, prove di fuga

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Cinquantotto punti conquistati in ventisei partite. Media da 2,23 a gara. Diciottesimo successo in campionato. Praticamente questo Cagliari le vince tutte con un margine d’errore del 30%.

 

Non c’è da meravigliarsi, dunque, quando leggendo la classifica i rossoblù si ritrovano a +3 sul Crotone secondo, a +10 sul Pescara terzo e a +16 su Cesena e Novara, quarti. Un vantaggio consistente maturato con il passare delle giornate grazie alla costanza della squadra di Rastelli, che ha saputo tenere un ritmo eguagliato in parte solo dal Crotone.

 

A sedici giornate dalla fine della regular season è lecito parlare di fuga. Soprattutto se si pensa ai prossimi tre avversari del Cagliari: in ordine proprio Pescara, Cesena e Novara, che occupano i posti dai quali i rossoblù devono scappare per evitare la lotteria dei playoff.

 

Perché il duello a distanza con il Crotone, tenuto comunque a distanza e che nelle ultime giornate sta avendo un normale calo, è avvincente a livello mediatico. Ma il Cagliari per tornare in Serie A deve pensare ad allungare sul terzo posto, tenendo d’occhio anche il quarto.

 

A Latina il Cagliari, dopo le vittorie appannate del 2016 (che valgono comunque tre punti), è tornato ad essere grande, bello e convincente. Tre gol, tanto gioco creato e alla prima rete incassata la voglia di trovarne subito un’altra per chiudere la partita. Una macchina quasi perfetta che forse ci fa dimenticare di Marco Sau rimasto a casa, Marco Fossati squalificato e Davide Di Gennaro rimasto inizialmente in panchina, sostituito degnamente da Santiago Colombatto per 50 minuti.

 

Un segnale importante alla vigilia di tre gare che possono ammazzare definitivamente il campionato. Le grandi squadre si vedono sulla distanza. E il Cagliari, con 58 punti in 26 partite, sta confermando di essere la schiacciasassi attesa alla vigilia.

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